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Giovedì, 30 Maggio 2024
rischio siccità / Spagna

Il centro raccolta dati che consumerà oltre 600 milioni di acqua potabile

Meta ha avuto l’ok per la nuova struttura che sosterrà il metaverso a Toledo, ma è accusato di aggiungere pressione alle risorse idriche della zona già in difficoltà

Meta costruirà un nuovo centro dati in Spagna, un investimento che però è finito nel vortice delle polemiche per il suo impatto ambientale. L'opera sarà costruita a Talavera della Reina, vicino Toledo, che è una delle zone a maggiore scarsità di risorse idriche, visto che il fiume che alimenta la regione è già sotto forte stress e rischia di non supportare nuovi consumi come quelli del centro dati che secondo le previsioni consumerà più di 600 milioni di acqua potabile.

Il Governo di Castilla La Mancha ha approvato l’iniziativa dell'azienda sostenendo che "sarà uno strumento di trasformazione per l'intera regione", come ha spiegato Emiliano García-Page, Presidente della Giunta della comunità autonoma. Una volta in funzione, quello di Meta sarà il quarto centro di questo tipo aperto in Europa e il suo obiettivo principale sarà quello di supportare il metaverso, scrive il sito web spagnolo ComputerHoy.

I data center sono essenziali per le grandi aziende tecnologiche, ma il loro funzionamento intensivo richiede dei sistemi di raffreddamento che dipendono appunto dalla fornitura di acqua. Le stime relative al nuovo progetto dell'azienda di Mark Zuckerberg, vista la situazione già critica, sono ancora più preoccupanti: il complesso, che si estenderà su 180 ettari e avrà una capacità elettrica di 248 Mw consumerà circa 200 milioni di litri di acqua potabile all'anno, ma la cifra sale a 600 milioni se si tiene conto del consumo delle strutture associate.

Si tratta di una quantità significativa in un'area già colpita da una forte carenza di acqua potabile ed è proprio questo il principale motivo di preoccupazione degli ecologisti. A questo va poi aggiunto il fatto che non si tratta di un tipico centro di raccolta, ma di un ipercentro, il che significa che i dati aumenteranno in modo significativo nel tempo.

Come ha spiegato El País, secondo i documenti presentati alla Giunta, il consumo di acque reflue potrebbe raggiungere un massimo di 120 litri al secondo nel data center e 33 litri al secondo nel resto del complesso. Se questo ritmo dovesse essere mantenuto per tutto l'anno, si tratterebbe di circa 4,8 miliardi di litri d'acqua. Tuttavia, l'azienda non ha confermato ufficialmente questi livelli di consumo.

Se da un lato non si mette in dubbio il potenziale economico derivante da un simile impianto, dall’altro non si possono evitare le considerazioni in merito alla situazione idrica dell'area in cui sarà situato. "Il fiume Alberche, affluente del Tago che alimenta la zona, fa parte di un sistema di deficit idrico già molto stressato. L'inserimento di nuovi consumi genera dubbi sulla reale capacità di sostenerlo", ha affermato Ecologistas en Accion, confederazione spagnola che raggruppa oltre 300 gruppi ecologici.

Da parte sua, il governo spagnolo ha dichiarato che questa è "una decisione che rappresenta un ulteriore passo nell'impegno acquisito con la più grande multinazionale tecnologica del mondo, per consolidare un progetto di investimento di oltre 1.000 milioni di euro che genererà un grande impatto economico nella regione". Valutazioni che certamente riguardano il grande potenziale economico del progetto, ma che non tengono conto della scarsità di acqua nella zona.

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