Venerdì, 24 Settembre 2021
Attualità

Centri commerciali contro il Green pass in Francia. E i tribunali lo sospendono

In quattro dipartimenti i giudici hanno annullato la decisione del governo di limitare lo shopping a chi è in possesso del certificato Covid: "È discriminatorio"

In Francia, le proteste di centri commerciali e cittadini contro la restrizione all'ingresso nei negozi solo a chi è in possesso del certificato digitale Covid cominciano a trovare sponda nei tribunali: dopo Yvelines ed Essonne nell'Ile-de-France e l'Alto Reno, anche il Tar di Hauts-de-Seine, dipartimento al confine con Parigi, ha sospeso l'attuazione del decreto voluto dal governo per accelerare le vaccinazioni nel Paese. 

Secondo i giudici, l'obbligo del pass sanitario è discriminatorio perché impedisce ad alcune categorie di persone l'accesso a beni e servizi essenziali, come quelli forniti dai supermercati. Il certificato resta, invece, obbligatorio in tutti gli altri luoghi dove si applica dal 9 agosto: ristoranti, bar, cinema, treni a lunga percorrenza.

Ricorsi contro l'obbligo del Green pass sono stati presentati anche in altre città della Francia, tra cui Parigi.  Il Consiglio nazionale dei centri commerciali (Cncc) chiede la sua sospensione nazionale per i supermercati, ritenendo tale provvedimento "ingiusto per tutte le famiglie" , " discriminatorio" e "superfluo" visto anche il protocollo sanitario ancora in vigore nei negozi. Il Cncc lamenta "un calo di un quarto dei clienti in tutti i centri commerciali" del Paese, "non solo nei grandi centri commerciali metropolitani", dove si arriva anche a una riduzione dei clienti del 30% al 40%. 

Su richiesta del governo, molti prefetti avevano iniziato, il 16 agosto scorso, a imporre il lasciapassare sanitario per le superfici superiori a 20.000 m2 nei dipartimenti dove il tasso di incidenza dell'epidemia superava i 200 nuovi casi ogni 100.000 abitanti in una settimana. Secondo il Cncc, però, l'obbligo è scattato anche in centri più piccoli o dove i contagi erano sotto la soglia prevista dal decreto: “C'è totale confusione negli animi dei nostri concittadini - dice il delegato generale del Cncc, Gontran Thüring - E l'incertezza è nemica della fiducia e dei consumi".

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