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Domenica, 14 Aprile 2024
L'allarme / Niger

Ceccardi: "Instabilità in Niger rischia di creare un'ondata migratoria incontrollata"

L'eurodeputata della Lega: "Europa e Unione africana, mettano in campo tutti gli sforzi diplomatici possibili per evitare che si realizzi uno scenario disastroso"

Il colpo di Stato in Niger "desta grande preoccupazione e ci riguarda molto da vicino", in quanto "l'instabilità politica e l'aumento delle tensioni nell'area rischiano di scatenare ulteriori ondate migratorie, essendo il Niger un Paese di transito verso le coste del Mediterraneo, oltre che un nostro partner chiave nel delicato equilibrio geopolitico africano e un Paese strategico a livello di risorse, dato che il 20% dell'import di uranio per le centrali nucleari comunitarie proviene proprio da lì". È il commento dell'europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi, ai recenti avvenimenti nel Paese africano dove una giunta guidata dal generale Abdourahamane Tchiani, ha rovesciato il presidente eletto Mohamed Bazoum e preso il controllo della nazione. La nazione, che confina con Algeria e Libia, è un alleato chiave dell'Unione europea nella lotta contro l'immigrazione irregolare dall'Africa subsahariana.

Uranio e gas: come il golpe in Niger potrebbe pesare sulle bollette in Europa

Per l'eurodeputata, membro della commissione Affari esteri, "è fondamentale che l'Europa, insieme all'Unione africana, metta in campo quanto prima tutti gli sforzi diplomatici possibili per evitare che si realizzi uno scenario disastroso, quello dello scoppio di una guerra civile in Niger, su cui potrebbe peraltro pesare l'ingerenza di Vladimir Putin, al quale come noto fa gola l'uranio del Paese africano". Per la leghista l'auspicio "quindi è che questa ennesima minaccia, potenzialmente anche terroristica, non si concretizzi e che l'ordine costituzionale in Niger possa essere pacificamente ripristinato". Sabato l'Alto rappresentante dell'Unione europea, Josep Borrel, ha annunciato che "tutte le attività di cooperazione nel campo della sicurezza" tra l'Ue e il Niger "sono sospese con effetto immediato e sine die".

Il vessillo (e l'ombra) di Putin nel colpo di Stato anti francese in Niger

Ieri manifestanti filo-golpisti hanno tentato di entrare nell'ambasciata francese a Niamey, la capitale. Non ci sono riusciti ma hanno tuttavia strappato la targa installata sulla porta della legazione, l'hanno calpestata e sostituita con bandiere russe e nigerine, al grido di "Viva Putin" e "Viva la Russia", "Abbasso la Francia". Oggi anche il Cremlino si è detto "preoccupato" per la situazione. "Siamo a favore del rapido ripristino dello stato di diritto nel Paese, chiediamo moderazione da parte di tutti i soggetti coinvolti e chiediamo che nessuno provochi vittime umane. Per questo auspichiamo che il Niger torni sul percorso costituzionale il prima possibile'', ha detto il portavoce di Putin, Dimitry Peskov, sottolineato che ''non va posta sulla stessa linea'' la posizione di Mosca con quella del leader del gruppo Wagner, Yevgeni Prigozhin, che ha espresso sostegno ai leader golpisti.

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