Catalogna, per il governo spagnolo le violenze sono solo “fake news”

Emissario dell'esecutivo Rajoy al Parlamento europeo: “Caduti in una trappola”. Ma il prefetto Enric Millo: "Chiedo scusa per l'uso della forza da parte della Guardia civil"

Un'immagine delle proteste dei catalani contro la polizia nel giorno del referendum / ANSA/ANDREU DALMAU

Una premessa: le violenze della polizia ci sono state, nessuno lo mette in dubbio. Ma a quanto pare, nel flusso vorticoso e continuo di immagini e video sugli scontri in Catalogna nel corso del referendum autoproclamato dagli indipendentisti di domenica scorsa, tarocchi e fake news hanno fatto comparsa in modo cospiscuo. A denunciarlo è innanzitutto chi delle violenze vere è stato protagonista, ossia il governo spagnolo. Il quale ha inviato un suo rappresentante al Parlamento europeo a Strasburgo per spiegare ai giornalisti che “le immagini degli scontri e delle violenze sono state tutta una montatura per ingigantire la gravità della situazione, un piano orchestrato a dovere dal presidente della regione indipendentista, Carles Puigdemont, per conquistare consenso e legittimità alla sua causa e al suo intervento illegale”.

La versione del governo spagnolo

Il rappresentante di Rajoy, come riferisce Eunews, ha poi snocciolato i suoi dati: “Si parla di 844 feriti ma queste cifre sono state date dal governo catalano, nei fatti solo due persone sono state portate in ospedale, mentre tra i poliziotti ci sono stati 38 feriti accertati, e un agente è morto per un attacco di cuore causato dallo stress di quella situazione”. La violenza, secondo il governo spagnolo, sarebbe invece contro chi si oppone all’indipendenza, con cittadini fedeli a Madrid “perseguitati e minacciati”. “Un’amica – ha raccontato l'esponente dell'esecutivo spagnolo - un personaggio pubblico di cui non posso rivelare l’identità, per essersi esposta pubblicamente contro il referendum si è trovata una manifestazione di indipendentisti sotto casa e il negozio della sua famiglia è stato vandalizzato con scritte. Non posso mostrare le immagini perché lei ha paura che la sua famiglia poi sia costretta a lasciare il suo Paese”. 

Le scuse del prefetto

Tra la versione di Barcellona e quella di Madrid, la verità molto probabilmente sarà nel mezzo. Del resto, il prefetto spagnolo in Catalogna, Enric Millo, oggi ha chiesto pubblicamente scusa per "le violenze da parte della Guardia civil". E' innegabile che l'uso della forza da parte della Guardia civil sia stato sproporzionato. Cosi' come è innegabile che le fake news hanno preso il sopravvento nel racconto dei fatti durante il referendum e nelle ore immediatamente successive.

Le bufale accertate

Chi non ricorda il video della ragazza catalana con la mano fasciata perché, a suo dire, dei poliziotti le avrebbero rotto le dita, oltre a palpeggiarla mentre cercava di votare per l'indipendenza? Ebbene, per quanto è stato ricostruito, la ragazza aveva già la fasciatura e dei video diffusi dopo mostrerebbe che i poliziotti si sarebbero limitati ad accompagnarla fuori dal seggio. E cosi' il video dello scontro tra poliziotti e vigili del fuoco, che risalirebbe a un episodio avvenuto ani addietro. Cosi' come una carica attribuita alla Guardia civil era invece una operazione dei mossos (gli agenti salutati come eroi dagli indipententisti catalani) durante una manifestazione di protesta contro la Generalitat. 
C'è chi, per giustificare l'ondata di fake, ha messo in mezzo anche la “disinformazione” russa. Un po' come avvenuto per le ultime elezioni in Usa e Francia. Almeno che anche questa “informazione” non sia una bufala. Nel far west del web, tutto è possibile. 

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