"Separatista catalano in carcere non sia eurodeputato", la destra spagnola contro Sassoli

L’Eurocamera riconosce il seggio al leader indipendentista Junqueras a poche ore dal voto di fiducia al nuovo Governo di Madrid. I Popolari attaccano “il presidente socialista” e pretendono la revoca della decisione

“Non è una coincidenza”. I Popolari spagnoli non hanno dubbi. Dietro al comunicato del Parlamento europeo che riconosce il leader catalano incarcerato Oriol Junqueras come eurodeputato “per effetto della sentenza della Corte di giustizia dell’Ue” si nasconderebbe, scrivono i Popolari, “una ricompensa ai separatisti” per mano del “presidente socialista”. 

L'intesa tra socialisti e indipendentisti catalani

L’accusa nei confronti di David Sassoli, unita alla richiesta di "revocare il comunicato", arriva dalla capodelegazione spagnola dei Popolari all’Eurocamera, Dolors Montserrat, nelle ore che precedono il voto di fiducia al Congreso de los Diputados di Madrid. Salvo sorprese, il socialista Pedro Sanchez dovrebbe incassare i numeri necessari a far partire il suo secondo Governo, la cui nascita è rimasta in bilico per mesi. Determinante sarà l’astensione degli esponenti indipendentisti catalani, che hanno stretto con Sanchez un accordo politico.

L'accusa 

L’appartenenza di Sassoli alla stessa famiglia politica europea di Sanchez ha dunque scatenato le critiche del centrodestra spagnolo che vede nel comunicato del Parlamento europeo la “ricompensa” agli indipendentisti, sui quali si regge la stabilità politica dell’Esecutivo di Madrid.

L'immunità

A ben vedere si tratta di una comunicazione amministrativa con la quale l’Eurocamera non fa altro che prendere atto della decisione della Corte di giustizia dell’Ue. I giudici europei hanno infatti stabilito che i tre politici catalani Carles Puigdemont, Oriol Junqueras e Antoni Comín - eletti all’Eurocamera alle elezioni dello scorso maggio - hanno diritto di esercitare il proprio ruolo - in forza dell'immunità parlamentare - nonostante i mandati di cattura emessi dalle autorità spagnole nei confronti dei leader catalani, ritenuti colpevoli di sedizione e malversazione per aver organizzato il referendum per l’indipendenza della regione nel 2017. Stando al regolamento, sarà poi il Parlamento europeo, a seguito dell'insediamento dei tre deputati, a decidere se revocare o meno il privilegio riservato ai parlamentari.

Prendendo atto della decisione dei giudici europei, il Parlamento europeo ha dunque annunciato che "prenderà nota dell'elezione" con effetto retroattivo "a partire dal 2 luglio 2019", data di insediamento della nuova legislatura Ue. 

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