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Mercoledì, 29 Maggio 2024
La guerra / Ucraina

Il caso delle centinaia di vagoni russi bloccati in Europa

L'Ucraina li chiede, ma Polonia e Ungheria li rinviano a Mosca o li trattengono. Intasando le vie commerciali di Kiev verso l'Ue

Centinaia di vagoni ferroviari russi e bielorussi sono da mesi fermi al confine tra l'Unione europea e l'Ucraina. Kiev ha chiesto di poterli utilizzare per rifornire forze armate e popolazione. Ma per il momento solo la Slovacchia ha dato seguito alla richiesta. Mentre Ungheria e Polonia starebbero liberando i binari rispedendo i vagoni a Mosca e Minsk. È quanto ha ricostruito un'inchiesta condotta dal quotidiano online VSquare.

I vagoni, usati per il commercio tra Russia, Bielorussia e Ue, sono rimasti bloccati all'indomani dell'invasione russa in Ucraina. Muoverli dal confine verso il resto dell'Europa non è possibile, dato che i treni dei Paesi dell'ex Unione sovietica viaggiano su binari leggermente più larghi di quelli dell'Ue. L'unica soluzione per liberare i binari è rispedirli indietro attraverso l'Ucraina, che ha le stesse rotaie a scartamento largo. Già dal marzo 2022, l’Ucraina ha iniziato a sequestrare e nazionalizzare i vagoni ferroviari russi sul territorio ucraino, compresi quelli che ritornavano in Ucraina dall’Ue. 

Ma il transito, a un certo punto, si è arrestato. Oltre mille vagoni sarebbero disseminati in particolare in Polonia e Ungheria, intasando i binari. Un problema soprattutto per Kiev: la loro presenza "limita il traffico e rallenta il commercio ferroviario dell'Ucraina con l’Unione europea, ostacolando il commercio internazionale del Paese in un momento di bisogno", spiega VSquare. Anche per questo Kiev ha chiesto di riceverli, anche se la legittimità di questa richiesta resta dubbia. 

Fatto sta che la Slovacchia, secondo quanto ricostruito da VSquare, non si è fatta troppi scrupoli, e ha inviato circa 300 vagoni in Ucraina attraverso una società Usa. L'Ungheria, invece, continua a trattenere circa 300 vagoni, mentre 200 sarebbero stati smontati e trasportati in Bielorussia attraverso la Polonia. Varsavia avrebbe fatto lo stesso. 

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