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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il caso / Belgio

Le multe fino a 100mila euro per chi tiene sfitte le case

Sentenza storica in Belgio per un edificio in stato di degrado. A Bruxelles quasi 20mila alloggi senza inquilini, anche a causa della speculazione

Migliaia di persone in difficoltà nel trovare un alloggio e al tempo stesso migliaia di edifici vuoti. Nella Regione di Bruxelles si sta provando a migliorare l'accesso "forzando" i proprietari a mettere sul mercato gli alloggi sfitti. Un'opzione non facile da attuare. A forzare la mano ci sta pensando direttamente il tribunale, che lo scorso ottobre ha costretto un proprietario a disfarsi di una suo edificio, da anni in stato di abbandono e degrado. Si tratta di un caso senza precedenti e che potrebbe aprire nuove prospettiva sulla questione degli alloggi anche a livello europeo, Italia inclusa dove ci son ben dieci milioni di case inabitate. Il dato in parte è dovuto al calo demografico, allo spopolamento delle aree appenniniche e alpine, d'altro lato ci sono però anche ragioni speculative, tipiche dei grandi centri urbani.

Casa sfitta e in degrado

La storia inizia nel quartiere di Anneseens, una zona a pochi passi dal centro, ma meno "appetitosa" rispetto ad altri quartieri in termini residenziali. Protagonista è un immobile in avanzato stato di degrado, il cui accesso era stato bloccato per ragioni di sicurezza. Nel 2021 al proprietario era stata inviata una prima diffida di sanzione amministrativa, fissando un termine di tre mesi per il ripristino del sito. Per esercitare la la pressione necessaria al rispetto della normativa era prevista una sanzione di 100 euro per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 100mila euro. Il proprietario interessato ha adesso alcune settimane per appellarsi alla sentenza. La spinta del governo A dichiararsi molto soddisfatto della sentenza è stato il Partito Socialista belga, che della lotta alle case sfitte ne ha fatta una delle sue priorità. In prima linea c'è Nawal Ben Hamou, segretaria di Stato per l'edilizia abitativa e le pari opportunità. Ben Hamou vuole costringere i proprietari di di immobili sfitti a rimetterli sul mercato. Con ogni mezzo. "Lasciare le proprietà non occupate per diversi anni contribuisce all'aumento dei prezzi degli affitti e alla speculazione immobiliare. È inaccettabile. È la prima volta che la Regione di Bruxelles intraprende un'azione legale attraverso questa procedura", ha spiegato la portavoce della segretaria di Stato. "Questa sentenza dimostra che non è più possibile lasciare un immobile vuoto a Bruxelles a scapito di potenziali inquilini", ha precisato al giornale Le Soir. Dal punto di vista tecnico il procedimento si chiama "azione inibitoria" ed è finalizzata allo sgombero dell'immobile. Introdotta dal Codice regionale degli alloggi nel 2009, questa procedura finora è stata utilizzata di rado da alcuni enti locali, ma è la prima volta che la Regione la porta a compimento.

Decine di migliaia di alloggi senza inquilini

Secondo i dati regionali raccolti dai ricercatori delle Università ULB e VUB, attualmente gli appartamenti non occupati sono tra le 17mila e le 26mila unità. Le ragioni di così tanti immobili privi di inquilini sono svariate, ma una cosa è chiara: nella capitale europea dove gli affitti sono ormai esplosi non mancano gli alloggi, ma i proprietari disposti ad affittare case. "Finora abbiamo continuato a parlare di carenza di alloggi nei media. Oggi è chiaro, vediamo che non è così. Inoltre, se guardiamo un po' più nel dettaglio le statistiche della Regione, non ci sono più dubbi: al 1° gennaio 2021, Bruxelles-Capitale contava 559.260 famiglie e 579.619 unità abitative. L'offerta è quindi teoricamente maggiore della domanda", ha dichiarato al settimanale Moustique José Garcia, che da quarant'anni lavora presso l'Unione Inquilini. La stima è stata possibile per la prima volta solo grazie ai dati raccolti dai ricercatori universitari. Secondo il segretario generale di questa organizzazione, riempire di inquilini tutte le case non occupate riuscirebbe a riequilibrare gli affitti.

Mire speculative

Finora i controlli sulle case sfitte sono stati però molto limitati. Anche le sanzioni risultano inefficaci. Per una casa a Bruxelles a due piani non occupata, la cui facciata misura quattro metri di larghezza, la sanzione ammonta a 6mila euro l'anno. Secondo Garcia si tratta di una cifra che non mette in difficoltà i grandi proprietari. "Alcuni edifici sono vuoti perché i grandi proprietari stanno semplicemente speculando. Non in pochi mesi, ma in cinque, dieci anni, e le multe sono incluse nei loro calcoli. In sostanza, le aziende o altri acquirenti investono nei mattoni, lasciano le case vuote in attesa che i prezzi di mercato salgano e infine rivendono quando la plusvalenza è interessante", ha spiegato l'ufficio del segretario di Stato all'edilizia. A prescindere dalle cause, secondo Nawal Ben Hamou questo fenomeno va combattuto.

La protesta dei proprietari

Ad opporsi alle contromisure della Regione c'è l'Unione nazionale dei proprietari. "La speculazione esiste ma non è opera del piccolo proprietario medio. Inoltre deploriamo la discriminazione tra proprietari privati ​​ed edifici pubblici: il complesso Pacheco, ad esempio, è rimasto disabitato per anni!", ha dichiarato al settimanale belga Olivier Hamal, critico nei confronti del governo. Secondo questo sindacato sono variegate le cause che si celano dietro le case sfitte. Possono derivare da lavori non terminati da inquilini diversi, problemi di eredità, alloggi da mettere a norma. In tanti casi, lamenta il sindacato, i proprietari non hanno i soldi per effettuare le riparazioni necessarie. Per aiutarli, i governi di Bruxelles e della Vallonia stanno mettendo in atto una serie di strumenti come la legge sulla gestione pubblica. Questo sistema, che esiste dal 2003 ma è rimasto quasi inutilizzato per vent'anni, consente alle autorità pubbliche di assumere temporaneamente la gestione degli alloggi non occupati o insalubri al fine di ristrutturarli, affittandoli a canone ridotto e rimborsando le spese di ristrutturazione con l'affitto percepito.

Affitti esosi per case insalubri

Riattivata questa norma, dovrebbero restare davvero poche scuse per i proprietari che perseverano nel lasciare sfitti i loro preziosi alloggi. Oltre a lottare contro gli alloggi vuoti, il governo regionale vuole incoraggiare i proprietari a stabilire affitti accessibili. Secondo l'Unione dei proprietari i prezzi sono ragionevoli rispetto ad altre capitali europee, ma per molte famiglie e lavoratori risultano insostenibili, soprattutto in relazione alle condizioni insalubri in cui versano molti appartamenti. Isolamento pessimo, presenza di topi, problemi strutturali. "Stiamo mettendo a punto una politica convenzionata: il proprietario potrà certificare che il suo immobile è conforme, sano e che il suo affitto rientra nelle fasce di prezzo della tariffa. In cambio la Regione gli darà accesso ad una serie di vantaggi, a cominciare dall'accesso ai bonus ristrutturazioni", ha sostenuto il governo regionale. La mossa dovrebbe arrecare sollievo a quel 62% di residenti che vive in affitto nella capitale europea. I testi legislativi vanno però messi in pratica ed è lì che si affievoliscono le speranze di vivere in case decenti a prezzi onesti.

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