Poveri, gay e discriminati: nasce la prima casa per anziani Lgbt

Sorgerà a Madrid. L'iniziativa di attivisti e Comune per aprire una struttura per la terza età all’insegna della diversità sessuale

Uno stabile abbandonato nel distretto di Villaverde, zona sud della capitale spagnola, ospiterà il primo centro per anziani della comunità Lgbt in difficoltà economica. La Fondazione 26 dicembre, con l’appoggio di istituzioni e finanziatori privati, ha dato il via alla ristrutturazione dell’edificio che si è aggiudicata in concessione. Nella città di Madrid, che già include il quartiere Chueca - luogo simbolo della comunità arcobaleno - si conferma ancora una volta il clima di tolleranza e apertura nei confronti delle diversità di orientamento sessuale.

“C’è ancora l’idea che che gli uomini gay siano ricchi - ha dichiarato a El Pais l’attivista Federico Armenteros - ma se guardiamo alla maggioranza troviamo  la miseria e l'esclusione di chi vive con 380 euro al mese di pensione non contributiva”. Per questa ragione i membri della “Fundación”, di cui Armenteros fa parte, hanno pensato di impegnarsi per rendere agibili 3mila metri quadri di un edificio di cinque piani per dar vita al sogno degli attivisti.

La Fondazione starebbe negoziando un prestito di quasi 2 milioni di euro, che insieme all’aiuto di alcuni imprenditori e delle istituzioni, permetterà di realizzare anche una mensa, una sala da ballo e una biblioteca. Ci sarà pure un bar “che sarà uno spazio aperto al pubblico, anche per gli eterosessuali”, assicura Armenteros. 

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Per ripulire lo stabile dopo anni di abbandono e degrado sono già al lavoro dieci volontari scelti tra i detenuti delle carceri locali. Si tratta di persone che hanno trascorso il prigione parte della loro condanna e che ora possono finire di scontare il loro conto con la giustizia tramite l’affidamento ai servizi sociali. Tra i tanti progetti degli attivisti c’è anche quello di trasformare la struttura in un luogo per educare e reintegrare i condannati per crimini d’odio.

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