Caruana Galizia, a Malta non si fermano le proteste. L'Ue: no a interferenze nell'inchiesta

Il premier Muscat, accusato dalla famiglia della giornalista uccisa, ha annunciato che si dimetterà. Parlamentari europei sull'isola: “Non c'è più fiducia verso questo Paese”

Manifestazioni a Malta - foto Ansa EPA/DOMENIC AQUILINA

Non si fermano le proteste a Malta dove l'annuncio del premier Joseph Muscat, che ha fatto sapere che lascerà ma solo a gennaio, non è bastato a calmare la piazza.

Ue: no interferenze

La vicepresidente della Commissione europea, Vera Jourova, ieri ha avuto una conversazione telefonica con il ministro della Giustizia del Paese, Owen Bonnici, esprimendo "preoccupazione" per la situazione che si è creata nell'inchiesta sull'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa in un attentato nell’ottobre del 2017. Come ha spiegato un portavoce dell'esecutivo Jourova ha insistito che l'inchiesta deve essere condotta "senza interferenze politiche". "Il ministro ha aggiornato Jourova sul lavoro sulle riforme, inclusa l'istituzione di una procura separata", ma secondo la vicepresidente della Commissione "resta molto lavoro da fare" a Malta per garantire l'indipendenza della giustizia. Muscat è accusato dalla famiglia della giornalista di essere intervenuto per proteggere il suo capo di gabinetto, Keith Schembri, che figura insieme al ministro del Turismo, nelle dichiarazioni del presunto mandante dell'assassinio, l'uomo d'affari Yorgen Fenech.

Mancanza di fiducia

Per questo a Bruxelles si temono ingerenze e l'Unione europea sembra non fidarsi più di Malta. "C'è un problema di fiducia, che è la base del rapporto tra i Paesi dell'Unione europea", ha detto Sophie In't Veld, capo della delegazione del Parlamento europeo in missione nell'isola scossa dagli esiti dell'inchiesta sull'omicidio della giornalista. La Commissione presenterà "domani" il proprio rapporto, ha aggiunto Veld parlando con i giornalisti al termine di colloqui con esponenti del governo maltese, ma già in mattinata aveva avuto modo di sottolineare i diversi "errori di giudizio" commessi in passato dal premier, sottolineando la necessità che non resti in carica "più a lungo del necessario".

Le proteste

Nella piccola isola del Mediterraneo le proteste vanno ormai avanti ininterrotte dal 20 novembre, il giorno dell'arresto dell'imprenditore Yorgen Fenech, accusato di essere il mandante dell'omicidio, e dal coinvolgimento di membri del governo nell'assassinio. Tra i leader della protesta le Ong Repubblika, #OccupyJustice ed il blogger Manuel Delia. Muscat è visto da una parte dei maltesi come il simbolo dello scandalo scoperchiato dalle indagini anche se un'altra parte del Paese lo considera l'autore del boom economico dell'isola. Ieri la folla ha addirittura assediato il parlamento della Valletta e bloccato i parlamentari al suo interno.

Le accuse al premier

La famiglia della giornalista, diventata scomoda per per via delle sue inchieste sulla corruzione e soprattutto sull’evasione fiscale internazionale sull’isola legata ai Panama Papers, ha depositato un esposto in Tribunale, firmato dal vedovo della giornalista, l'avvocato Peter Caruana Galizia, in cui si accusa Muscat di intromissione anticostituzionale nelle indagini, diffidandolo dal restare in carica fino a gennaio. Il premier era stato toccato indirettamente dalle inchieste della giornalista che accusavano sua moglie di possedere una società off shore, attraverso la quale avrebbe ricevuto un milione di dollari dalla figlia del presidente dell’Azerbaijan.

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