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Sabato, 25 Maggio 2024
Il caso

Il cartello delle bombe a mano: così due società tedesche si sono divise il mercato Ue

L'accordo illegale tra Diehl e Ruag è durato 14 anni. Da Bruxelles una multa di 1,4 milioni: "Segnale al settore della difesa"

Si sono divise per 14 anni il mercato europeo, rifornendo i Paesi di bombe a mano per uso militare. Con questa accusa la Commissione europea ha deciso di sanzionare due società tedesche attive nel settore della difesa, Diehl e Ruag, per violazione delle leggi Ue sulla concorrenza. In realtà, la sanzione è stata comminata solo alla Diehl, che dovrà pagare una multa di 1,2 milioni di euro. La Ruag è uscita indenne perché ha rivelato l'esistenza del cartello all'Antitrust di Bruxelles, facendo scattare l'indagine.

Stando ai risultati dell'inchiesta, i due produttori di armi si sono divisi i mercati nazionali nello Spazio economico europeo (ossia l'Ue insieme a Norvegia, Islanda e Liechtenstein) per quasi 14 anni: solo il produttore designato aveva il diritto di vendere bombe a mano militari nel territorio assegnato, a meno che l'altro non avesse dato il suo consenso. La violazione si è protratta dal 2007 al 2021. 

Come ha ricordato il commissario alla Concorrenza Didier Reynders, questo è il primo cartello che viene sanzionato nell'ambito del settore della difesa. Una misura presa in un momento in cui proprio Bruxelles sta spingendo per aumentare la spesa militare nel blocco, anche attraverso appalti congiunti centralizzati a livello Ue. "In un momento di realtà geopolitiche in evoluzione, è anche un promemoria che non tollereremo alcun cartello in nessun settore, strategico o meno", ha detto Reynders.

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