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Ok Ue alle impronte digitali nella carta d'identità. Dubbi sulla privacy

La presidenza del Consiglio: “I nuovi standard renderanno più difficile l'azione di terroristi e criminali”. Critici i socialisti: “Misura inutile, gravosa e che solleva seri dubbi sulla riservatezza dei dati. Si dia libertà agli Stati”

Non solo i dati anagrafici e la fotografia, ma anche le impronte digitali. L'Unione europea punta a rendere le carte d'identità sempre più tecnologiche e ricche di informazioni per evitare le falsificazioni con una mossa che però rischia di diventare troppo invasiva della privacy dei cittadini europei e anche complicata da implementare. I negoziatori di Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo informale sulle nuove regole che si applicheranno ai documenti dei cittadini europei e che ora passeranno all'approvazione definitiva.

Il Consiglio: "Più semplice rilevare le frodi"

“I nuovi standard di sicurezza per i documenti di identità ci permetteranno di rilevare più facilmente le frodi e i furti di identità dei documenti, rendendo più difficile l'azione di terroristi e criminali e facilitando al contempo la libera circolazione dei normali viaggiatori", ha rivendicato Carmen Daniela Dan, ministro degli Interni della Romania, Paese con la presidenza di turno dell'Ue.

Il nuovo formato

Secondo le nuove regole concordate le carte di identità dovranno essere prodotte in un formato di carta di credito, includere una zona leggibile al computer e seguire gli standard minimi di sicurezza stabiliti dall'Icao, l'International Civil Aviation Organization. Dovranno includere una foto e due impronte digitali del titolare della carta, memorizzate in un formato digitale, su un chip contactless. Le carte d'identità saranno uguali in tutti i Paesi ma conterranno il codice del Paese dello Stato membro che le emette, all'interno di una bandiera dell'Ue. Avranno un periodo minimo di validità di 5 anni e uno massimo di 10 anni.

Critici i socialisti

“Rendere la raccolta delle impronte digitali obbligatoria per le carte d'identità in tutta l'UE è inutile, gravosa e solleva seri problemi di riservatezza dei dati”, afferma però Sylvia-Yvonne Kaufmann a nome del gruppo socialista, criticando questa riforma avallata dalla maggioranza composta da popolari, liberali e conservatori. Secondo l'eurodeputata tedesca “la decisione di includere le impronte digitali deve essere presa a livello nazionale, non a livello Ue, per consentire un vero dibattito in ciascun Paese”. Con una decisione a Bruxelles che valga per tutti, secondo i socialisti, la conseguenza sarà che i rappresentanti dei governi “eviteranno il dibattito sulla questione e ripiegheranno sulla vecchia falsità che si tratta di qualcosa 'voluto da Bruxelles'".

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