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Martedì, 7 Dicembre 2021
Lobby e politica

Un "caso Renzi" anche nel Regno Unito (ma lì il deputato si è dimesso)

Un politico conservatore è stato accusato di aver fatto gli interessi di aziende da cui riceve compensi. Ma lì il livello di trasparenza è più elevato e le procedure per gestire accuse di conflitti di interesse sono più precise

In Italia stanno facendo discutere le rivelazioni dei compensi ricevuti da Matteo Renzi, in maniera del tutto legale, per la partecipazione a conferenze in qualità di relatore. Il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha lasciato intendere che la scelta dell'ex Pd di schierare Italia Viva contro la revoca dell’appalto ad Autostrade, dopo la caduta del Ponte Morandi, avrebbe potuto essere stata condizionata dal fatto che l'ex premier e ora senatore avesse ricevuto soldi anche dalla famiglia Benetton. Un'accusa che Renzi ha bollato come “squallida illazione”.

Un caso simile è avvenuto recentemente nel Regno Unito, dove però il livello di trasparenza è molto più elevato che nel nostro Paese, così come sono più precise le procedure che regolano le accuse di conflitti di interessi. A finire nella bufera è finito il conservatore Owen Paterson, già Segretario di Stato per l'Ambiente e in seguito per l'Irlanda del Nord nel governo di David Cameron. Il deputato Tory è stato accusato di aver fatto alla Camera gli interessi di due aziende per cui lavora, e per questo, dopo un0indagine interna, è stato prima sospeso per un mese e poi in seguito alle forti polemiche si è dimesso.

Il politico è consulente retribuito per Randox Laboratories e Lynn's Country Foods e viene pagato 8.333 sterline al mese da Randox per 16 ore di lavoro e 2mila sterline ogni due mesi da Lynn's Country Foods per quattro ore di lavoro. A differenza che in Italia, dove per conoscere i compensi di Renzi si è usata un'inchiesta della procura fatta arrivare poi alla stampa, il tutto era stato regolarmente dichiarato nel registro per la trasparenza online, che a differenza di quello italiano che è piuttosto criptico (con le dichiarazioni scritte a penna e caricate come immagine scannerizzata), nel Regno Unito è molto chiaro e preciso e aggiornato ogni quindici giorni.

Un'inchiesta interna dei Comuni ha rivelato che il politico ha contattato e incontrato più volte funzionari della Food Standards Agency (Fsa) e ministri del Dipartimento per lo sviluppo internazionale, per conto delle aziende da cui veniva pagato. Insomma avrebbe fatto da lobbista parlando con funzionari, anche se non si parla di voti in Aula condizionato (come l'accusa non troppo velata fatta da Conte). L'uomo è stato anche accusato di aver usato il suo ufficio parlamentare e la cancelleria per il suo lavoro di consulenza e non aver dichiarato i suoi interessi in alcune riunioni (il registro per la trasparenza inglese è molto preciso, nella dichiarazione del leader del Labour, Keir Starmer, quest'ultimo ha dovuto dichiarare ad esempio anche di aver ricevuto dei biglietti per le partite di calcio dalla Premier League).

Secondo la versione di Owen lui avrebbe semplicemente fatto da whistle-blower, comunicando ad esempio alla Fsa informazioni sull'uso illegale di antibiotici trovati nel latte venduto nei supermercati, ma la cosa non ha convinto gli altri deputati. In seguito alla sospensione da Westminster al suo fianco si era schierato addirittura il premier, Boris Johnson, che voleva modificare le regole su come affrontare casi come questo, per permettergli di avere una maggiore possibilità di difesa. Ma l'idea ha scatenato un polverone anche tra gli stessi conservatori che si sono ribellati e hanno fatto saltare il piano, costringendo alla fine lo stesso Owens a lasciare il ruolo di deputato e a dimettersi (e mettendo in imbarazzo Johnson).

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