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La sfida del cantante metal al governo di Varsavia per il diritto a essere blasfemi

Il leader della band Behemoth rischia il carcere per aver strappato un'immagine della Madonna. L'artista ha lanciato una campagna di sottoscrizioni per sostenere tutti coloro che sono sotto processo con accuse simili

I musicisti si sa, sono spesso dei provocatori, soprattutto quello delle band più alternative. In Polonia per una provocazione è finito nei guai Adam “Negral” Darski, frontman della band heavy metal Behemoth, che rischia il carcere per aver pubblicato su Facebook una foto in cui calpesta un'immagine della Madonna. Un gesto blasfemo che potrebbe costargli caro, viste le stringenti leggi in materia nel Paese fortemente cattolico. L’artista è sotto processo, accusato dal tribunale di Varsavia di aver volato la legge nazionale che vieta di offendere i sentimenti religiosi, ma ha deciso di trasformare il suo procedimento giudiziario in una battaglia per la libertà di espressione. Nergal è stato condannato al pagamento di una multa di 3.340 euro. La sanzione è arrivata dopo che l’organizzazione giuridica ultraconservatrice Ordo Iuris e la Società Patriottica lo hanno denunciato per aver “offeso i loro sentimenti religiosi”. Il cantante non vuole pagare la multa e ha deciso di fare ricorso pur sapendo che se dovesse perderlo rischia una pena fino a due anni di reclusione, il massimo previsto in Polonia per blasfemia.

La raccolta fondi

L’artista ha deciso per questo di lanciare "Ordo Blasfemia", una campagna che mira a raccogliere fondi tramite la piattaforma GoFundMe per contrastare le accuse mosse contro di lui e contro tutti quegli che artisti vengono "trascinati nelle stanze del tribunale" a costi significativi per ragioni simili, e in pochi giorni ha già raccolto oltre 30mila euro. “La Polonia sta diventando l'ultimo bastione del regime fondamentalista cattolico”, ha affermato il cantante in un video sulla pagina della sua raccolta fondi. “Molti casi di pedofilia nel clero vengono segretamente cancellati e i molestatori non affrontano quasi mai la giustizia, mentre un artista è condannato in pochi giorni per cosa? Per aver postato una foto sui social? È un'assurdità!”, ha denunciato.

La libertà di espressione in Polonia

Come spiega Bbc, la Polonia è una delle nazioni con il maggior numero di leggi non solo contro la blasfemia ma contro gli insulti, che riguardano anche i funzionari pubblici e i simboli dello Stato. Adam Darski negli ultimi 13 anni ha dovuto affrontare diverse cause legali per presunti reati sempre connessi all’offesa di sentimenti religiosi, per aver strappto una Bibbia e dato fuoco a delle croci sul palco o per aver scrtto una canzone che elogia gli assassini del vescovo Adalberto, il santo patrono della Polonia. Ma le leggi sulla blasfemia non hanno colpito solo lui. Tre attiviste Lgbt sono accusate dello stesso reato per aver esposto un’immagine della "Madonna Nera", un'icona venerata dai cattolici polacchi, con un'aureola di colori arcobaleno al gay pride. In un’intervista al The Irish Times, l’artista metal ha dichiarato: “In Polonia è in atto una violazione delle leggi umane più elementari. Non sono solo io, ci sono altri artisti e attivisti molestati dalla polizia e dalla censura”. Secondo il cantante le autorità polacche non considerano il fatto che “la Polonia è un Paese democratico e pluralistico, non uno Stato cattolico o totalitario. Ciò significa che abbiamo la libertà dire quello che vogliamo, ma stanno cercando di censurarci e di farci chiudere ".

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