"La cannabis terapeutica non sia solo un farmaco", ma a Strasburgo la Lega 'boccia' il M5s

Il Parlamento europeo chiede agli Stati membri di rafforzare la ricerca e favorire l'uso dei medicinali derivati dalla canapa. Ma non passa l'emendamento dei 5 stelle sui preparati standardizzati. Che sarebberno meno costosi per i pazienti

Aprire la porta solo alle medicine a base di cannabis? O anche alla "cannabis medica", ossia a dei preparati strandardizzati che possano essere rivenduti al di fuori delle logiche di mercato della grande industria farmaceutica? E' il dilemma che divide da tempo l'Europa, dove ancora non esiste una base giuridica comune per tutta l'Ue per regolamentare adeguatamente l'uso della cannabis per una serie di malattie come l’Alzheimer o il cancro. A Strasburgo, il Parlamento europeo ha provato a scuotere Commissione e Stati membri dallo stallo, approvando una risoluzione in cui si chiede di "rafforzare la ricerca sulla cannabis terapeutica e sfruttare il potenziale dei farmaci a base di cannabis". Nessuna citazione, invece, ai preparati standardizzati che non rientrano nella categoria di farmaci.

La richiesta dei 5 stelle

Una citazione chiesta a gran voce dal Movimento 5 stelle, che a nome degli eurodeputati Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao e Rosa D'Amato aveva presentato un emendamento in cui si invitava "la Commissione e le autorità nazionali a collaborare per fornire una definizione giuridica della cannabis medica che includa medicinali a base di cannabis approvati dall'EMA (l'autorità europea del farmaco, ndr) o da altre agenzie di regolamentazione e preparati di cannabis standardizzati seguendo un diverso percorso normativo rispetto alle sperimentazioni cliniche". La questione non è certo di lana caprina: oggi, un farmaco a base di cannabis arriva a costare fino a 400 euro a bottiglia. I preparati standardizzati abbatterebbero di molto questo costo. 

La battaglia europea sulla cannabis

L'emendamento, pero', non è passato per i voti contrari anche della Lega, oltre che di Forza Italia e Fratelli d'Italia. A favore, invece, si era schierata la pattuglia del Pd e la sinistra europea. “Noi  avevamo presentato degli emendamenti con l’obiettivo di chiarire che non solo i medicinali, ma anche le preparazioni a base di cannabis possono essere usate a scopo terapeutico se adeguatamente regolamentate,  come si sta cercando di fare in Italia - dice Pedicini - Permettere di accedere a sostanze a base di cannabis a quei pazienti che non reagiscono positivamente alle terapie tradizionali avrebbe rappresentato una presa di coscienza e un’occasione che il Parlamento europeo ha sprecato".

Il passo avanti del Parlamento

A ogni modo, la risoluzione del Parlamento rappresenta un passo avanti rispetto allo stallo generale degli Stati europei in materia. Oltre a chiedere un maggiore impegno sulla ricerca, Strasburgo sollecita gli Stati membri affinché consentano "ai medici di usare il loro giudizio professionale nel prescrivere farmaci a base di cannabis. Quando sono efficaci, questi farmaci devono essere coperti da regimi di assicurazione sanitaria, allo stesso modo di altri tipi di farmaci", si legge in una nota.

Secondo la risoluzione, "la regolamentazione dei farmaci a base di cannabis si tradurrebbe in entrate supplementari per le autorità pubbliche, limiterebbe il mercato nero e garantirebbe la qualità e un'etichettatura accurata. Infine, limiterebbe l'accesso dei minori a questa sostanza". Vi sono prove, scrive ancora il Parlamento, "che la cannabis o i cannabinoidi possono essere efficaci nell'aumentare l'appetito e nel diminuire la perdita di peso associata all'HIV/AIDS. La cannabis medica può anche alleviare i sintomi di disturbi mentali come la psicosi o la sindrome di Tourette e i sintomi dell'epilessia, aiutare ad alleviare i sintomi dell’Alzheimer, l'artrite, l'asma, il cancro, il morbo di Crohn e il glaucoma; e contribuire a ridurre il rischio di obesità e diabete e ad alleviare il dolore mestruale".

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A esprimere un giudizio positivo sul testo è l'Associazione Luca Coscioni, secondo cui "quanto adottato dalla maggioranza degli eurodeputati porta l'Ue a livello dell'Italia. Il nostro Paese infatti è all'avanguardia in Europa per quanto riguarda la prescrizione di cannabinoidi per fini medici e tra i primi sei produttori di cannabis terapeutica al mondo. Il governo deve consolidare questa leadership europea lanciando studi sulla cannabis made in Italy (FM1 e FM2) e arrivare a produrre - almeno - 100 kg di infiorescenze per far fronte alla domanda che in questi ultimi due anni è letteralmente esplosa".

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