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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Prevenzione

Screening al 90% nelle fasce a rischio entro il 2025, il piano Ue per la lotta ai tumori

La Commissione ha aggiornato le linee guida che risalivano a 20 anni fa, aggiungendo tre tipi di cancro tra quelli da monitorare e aumentando anche la frequenza dei test per il papilloma virus

La Commissione europea mira ad aumentare nell'Ue lo screening per prevenire e diagnosticare precocemente i tumori al seno, alla cervice e al colon-retto, portandoli complessivamente al 90% delle fasce di popolazione interessate entro il 2025, nell'ambito del piano per battere il cancro. L'esecutivo comunitario ha presentato una raccomandazione agli Stati membri in cui chiede di estendere i controlli mirati anche ad altri tumori, in particolare quelli alla prostata, ai polmoni e allo stomaco.

La raccomandazione di palazzo Berlaymont estende, a questo fine, la fascia di popolazione interessata allo screening per il cancro al seno alle donne tra 45 e 74 anni di età (oggi la forchetta è 50-69), chiede che i test per il papillomavirus avvenga almeno ogni 5 anni per le donne tra 30 e 65 anni di età e che le persone di età compresa tra 50 e 74 anni vengano testate per il cancro colon-rettale attraverso un test fecale per determinare la necessità di un potenziale seguito tramite endoscopia o colonscopia.

La raccomandazione estende lo screening organizzato ad altri tre tumori: test per il carcinoma polmonare nei forti fumatori e negli ex fumatori di età compresa tra i 50 e i 75 anni; test per il carcinoma prostatico negli uomini fino a 70 anni sulla base dell'analisi dell'antigene prostatico specifico e tomografia computerizzata a risonanza magnetica nucleare (Mri) come follow-up; screening dell'Helicobacter pylori e sorveglianza delle lesioni precancerose dello stomaco nei luoghi che presentano tassi di incidenza e di mortalità elevati per il carcinoma gastrico. “Sono passati 20 anni da quando, nel 2003, sono state adottate le attuali raccomandazioni di screening. La medicina e la tecnologia hanno compiuto incredibili progressi nel frattempo”, ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ricordando che "secondo le stime, nel 2020 è stato diagnosticato un cancro a 2,7 milioni di persone che vivono nell'Ue e oltre 1,3 milioni di persone hanno perso la vita a causa di questa malattia”.

La raccomandazione presta particolare attenzione alla parità di accesso allo screening e alle necessità di determinati gruppi socioeconomici, delle persone con disabilità e delle persone che vivono in zone rurali o isolate affinché lo screening dei tumori diventi una realtà in tutta l'Ue. E inoltre importante garantire procedure diagnostiche adeguate e tempestive, terapia, sostegno psicologico e assistenza successiva. La raccomandazione introduce un monitoraggio sistematico e regolare dei programmi di screening, comprese le disparità, attraverso il sistema europeo d'informazione sul cancro e il registro delle disuguaglianze di fronte al cancro.

“Oggi ci sono ancora disuguaglianze davvero inaccettabili quando si tratta di screening: ad esempio, la copertura della popolazione target varia dal 6% al 90% per lo screening del cancro al seno e dal 20% al 70% per lo screening del cancro colorettale”, ha spiegato Kyriakides aggiugendo: “Per quanto riguarda l'accessibilità, è fondamentale garantire che i gruppi vulnerabili, le persone con disabilità o quelle che vivono in aree remote abbiano accesso ai servizi di screening. Il nostro registro di uguaglianza sul cancro ci darà una visione migliore di ciò che già esiste e delle azioni che dobbiamo intraprendere”.

Per sostenere l'attuazione della raccomandazione saranno elaborati orientamenti dell'Ue sullo screening e sul trattamento del cancro, con il sostegno finanziario del programma Ue per la salute per il carcinoma prostatico, polmonare e gastrico. Gli attuali orientamenti dell'Ue sul carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto saranno aggiornati regolarmente. Una volta adottata dal Consiglio, la raccomandazione sostituirà l'attuale raccomandazione sullo screening dei tumori, che risale al 2003.

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