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Come cambierà il mercato europeo dell’elettricità 

Contatori smart, possibilità di cambiare fornitore più rapidamente e soppressione degli aiuti di Stato alle centrali a combustibili fossili. Nuove misure anche per prevenire i blackout

Un mercato unico energetico che rispetti i diritti dei consumatori e faccia passi in avanti sulla sostenibilità ambientale. Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a quattro pacchetti legislativi, già concordati con gli Stati membri, riguardanti la produzione e la gestione di elettricità.

Le novità

Tra le principali novità c’è un sensibile aumento del flusso transfrontaliero di energia, l’eliminazione graduale degli aiuti di Stato ai combustibili fossili e un insieme di norme volte a tutelare meglio i consumatori europei.  Questi ultimi avranno accesso a contatori intelligenti, capaci di monitorare i consumi effettivi del contratto di utenza. Cittadini e imprese avranno inoltre la possibilità di cambiare fornitore senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane.

Regolare i prezzi

Agli Stati membri viene invece data la possibilità di regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi delle utenze per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile tra diversi Stati Ue. Con tale sistema, l’Ue spera di incrementare la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030. Le norme Ue attualmente non impediscono agli Stati di finanziare le centrali elettriche a combustibili fossili per un periodo di tempo limitato, in caso di picco della domanda.

Limiti più stringenti alle centrali

Con le nuove regole verranno invece introdotti limiti più stringenti per i Governi che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le quelle più inquinanti ricevano aiuti di Stato. Tali misure si applicheranno però ai soli nuovi impianti, mentre quelli esistenti potranno continuare a ricevere denaro pubblico secondo le normative vigenti fino al 2025. Le misure approvate garantiscono, infine, una maggiore protezione contro le improvvise carenze di approvvigionamento elettrico che portano ai blackout. Gli Stati membri saranno tenuti a elaborare piani nazionali per valutare tali rischi e a cooperare a livello internazionale, ma sempre all’interno dell’Ue.

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