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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Strasburgo

Calenda: "L'embargo Ue sul gas russo va fatto, ma è irrealizzabile nell'immediato"

Il leader di Azione è stato tra i pochi deputati a non votare la richiesta dell'Eurocamera di fermare subito i gasdotti di Mosca. Ecco perché

Ci si attendeva qualche defezione tra i partiti solitamente più vicini al leader del Cremlino Vladimir Putin. Invece, l'unico italiano (e tra i pochi deputati europei) che si è opposto alla richiesta del Parlamento Ue di un embargo immediato al gas russo è stato Carlo Calenda. Tutti gli altri colleghi italiani, da quelli del Pd alla Lega, passando per FdI, M5s e Verdi europei, si sono invece espressi a favore di un emendamento specifico sul gas approvato all'interno di una risoluzione, in cui si chiede lo stop completo a tutte le forniture energetiche di Mosca. Calenda ha votato a favore della risoluzione, ma ha voluto sottolineare la sua contrarietà alla richiesta di un embargo immediato sul gas. Il motivo lo ha spiegato su Twitter a margine della Plenaria di Strasburgo: il leader di Azione è a favore della chisura dei "rubinetti" energetici di Mosca, ma a suo avviso lo stop ai gasdotti nel breve termini è "irrealizzabile".

Un ragionamento che aveva esplicitato già prima del voto. "Draghi ha parlato con il cancellerie Scholz e gli ha detto che l'Italia era sulla linea della Germania e cioè di non potersi permettere un blocco del gas russo - aveva spiegato Calenda a La7 - Come ha detto Draghi se noi facciamo l'embargo alla Russia e poi ad ottobre andiamo in ginocchio da Putin chiedendogli di riaprire i rubinetti facciamo una figura... Quello che bisogna fare è un piano, e noi lo abbiamo presentato, ossia arrivare in 12 mesi all'indipendenza dalla Russia e qual punto poter fare anche l'embargo. Il piano prevede anche la riapertura temporanea della centrali a carbone ma il problema è che su questo né il Pd né il Movimento sono disponibili", ha aggiunto.

L'ex ministro si dice convinto che "questa è una guerra che durerà con la Russia perché anche se si arriva ad un tregua non è che noi normalizzeremo i rapporti con Mosca". Calenda ha comunque votato a favore della risoluzione finale. Al contrario dell'ex leghista Francesca Donato, ieri al centro delle polemiche (e di uno scambio di accuse con la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno) in seguito alle sue dichiarazioni sulla necessità di accertare la "veridicità" della denuncia da parte ucraina di un massacro di civili a Bucha. 

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