Salary cap e tetto al calciomercato: il Consiglio d'Europa invita Fifa e Uefa a darsi una regolata finanziaria

Il rapporto sulla Governance del Calcio invita le massime istituzioni del pallone a un tavolo per trovare della soluzioni al problema degli stipendi e dei prezzi dei calciatori

Neymar celebra un goal sotto lo sguardo di Mbappé. EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

Il calciomercato scade a fine mese ma c'è già chi prova a dargli una regolata, limitando le cifre spese per i calciatori ed introducendo il salary cup per i loro stipendi. E' il Consiglio d'Europa - istituzione con sede a Strasburgo, a cui aderiscono 47 Stati europei e che non ha nulla a che vedere con la Ue - che scende adesso in campo per provare a  migliorare la governance del calcio nel Vecchio continente, una missione non certo facile. A breve lo stesso Consiglio d'Europa, Fifa e Uefa dovrebbero creare un tavolo di lavoro comune proprio per lavorare su questi temi. 

Spetterebbe a questo tavolo indicare le iniziative da prendere in termini di contenimento dei salari e di limitazione delle cifre del calciomercato, includendo quindi anche l'aspetto legato alle clausole rescissorie. Già i precedenti tentativi da parte dell'Uefa di potenziare lo strumento del fair play finanziario sono stati di fatto aggirati tramite dilazioni nei contratti di acquisto o tramite munifiche coperture pubblicitarie, come ben insegnano i creativi bilanci del Paris Saint Germain.

"Il buon governo del calcio", missione impossibile?

L'invito a darsi una regolata è contenuto nel rapporto "Il buon governo del calcio" approvato a larghissima maggioranza dall'assemblea del Consiglio d'Europa assieme a un secondo rapporto in cui i parlamentari chiedono che sia istituito un nuovo modello di governo per tutti gli sport, a livello locale, nazionale e internazionale.

Un nuovo modello per lo sport, dal livello locale a quello internazionale

I due testi, pur sottolineando i passi in avanti compiuti dopo tutti gli scandali che hanno colpito negli ultimi anni lo sport, affermano che persistono una serie di problemi che riguardano la trasparenza della presa di decisioni (basta ricordare il Mondiale in Qatar), nell'utilizzo dei fondi, nelle misure per contrastare la corruzione, nei legami con la politica e con i diversi interessi finanziari che gravitano attorno allo sport. L'assemblea chiede quindi al mondo dello sport "di istituire un sistema indipendente di valutazione etica, che dovrebbe essere creato e gestito da agenzie professionali terze dalla reputazione internazionale immacolata".

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