Il Corriere della Sera licenzia il corrispondente da Bruxelles, M5s: "Fare chiarezza"

Polemiche per il licenziamento di Ivo Caizzi, da 30 anni al quotidiano di via Solferino. Negli ultimi anni aveva criticato la gestione del direttore Fontana, attribuendogli anche fake news nei confronti dell'ex governo gialloverde. Cdr: "Disagio per i modi usati"

La sede del Corriere della Sera

A inizio 2019, aveva destato un certo scalpore il suo attacco frontale al direttore, accusato di aver dato eccessivo risalto a una notizia su una presunta procedura d'infrazione dell'Ue nei confronti dell'Italia. Si era nel pieno della trattativa sulla manovra di bilancio tra l'inedito governo M5s-Lega e la Commissione europea. E secondo Ivo Caizzi, storico corrispondente del Corriere della Sera a Bruxelles, lo scoop, poi rivelatosi infondato, sulla procedura d'infrazione avrebbe "influito – magari anche marginalmente e inconsapevolmente – sui mercati finanziari: favorendo di fatto mega-speculatori, che in quei giorni scommettevano capitali ingenti sulla destabilizzazione dell’Italia", scrisse in una lettera inviata al Comitato di redazione e resa pubblica dal Movimento 5 stelle. A distanza di quasi un anno e mezzo, l'editore del Corriere, Urbano Cairo, con il consenso del direttore Luciano Fontana, ha deciso di licenziare Caizzi. 

Il licenziamento è stato criticato, per le sue modalità, dal Cdr: "Il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha informato i colleghi che l’editore Urbano Cairo– non rispettando l’obbligo di consultare preventivamente la rappresentanza sindacale – ha interrotto senza preavviso il rapporto di lavoro con lo storico corrispondente da Bruxelles Ivo Caizzi, da 30 anni al giornale. Il recesso è avvenuto senza fornire motivazioni, con il consenso del direttore, Luciano Fontana, e nonostante il governo abbia sospeso i licenziamenti senza giusta causa fino ad agosto/ Il collega inoltre si trova in obiettivi e condizioni di difficoltà, legate all’emergenza coronavirus, che lo costringono a restare bloccato nella residenza di Bruxelles”, si legge in una nota del Cdr.

A Caizzi è arrivata la solidarietà del M5s: “Il licenziamento del corrispondente da Bruxelles del Corriere della Sera Ivo Caizzi desta molti sospetti e merita di essere chiarito. Il giornalista in passato aveva denunciato pubblicamente certe ipocrisie sollevando il problema dell’attendibilità dell’informazione in merito alla copertura della trattativa tra Unione europea e Italia sulla manovra di bilancio per il 2019. A lui va la nostra solidarietà e l’augurio che possa continuare a raccontare in modo oggettivo, e non fazioso come troppo spesso capita, le notizie che riguardano l’Unione europea”, scrive in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

Oltre alle polemiche sulle notizie legate alla manovra 2019, Caizzi, che si era candidato alla direzione del Corriere proprio contro Fontana, da tempo critica i vertici del suo quotidiano per le perdite di copie, l’influenza della pubblicità e del marketing e, di recente, anche per la richiesta di Rcs di aiuti pubblici in piena crisi Covid-19 e a fronte della distribuzione dei dividendi tra gli azionisti. 

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