menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Mark Rutte - foto Ansa BART MAAT

Mark Rutte - foto Ansa BART MAAT

Il governo Rutte cade travolto dallo scandalo dei sussidi alle famiglie

I ministri hanno ceduto alle pressioni e deciso di lasciare in blocco, anche se di fatto continueranno a gestire le questioni correnti in attesa del responso delle elezioni previste per il 17 marzo

Il governo olandese del premier Mark Rutte si è dimesso sull'onda dello scandalo degli assegni familiari a causa del quale 20mila famiglie sono state accusate ingiustamente di frode e costrette a rimborsare ingenti somme di denaro. Il premier aveva inizialmente provato a resistere, vista anche la situazione difficile nel Paese causata dalla pandemia, e visto che le elezioni sono previste a breve, il prossimo 17 marzo, ma alla fine ha dovuto cedere.

La scelta delle dimissioni

Rutte aveva convocato una riunione di gabinetto all'Aja, in cui i ministri hanno scelto di dimettersi in blocco appena due mesi prima delle elezioni generali. "Siamo tutti d'accordo che se l'intero sistema ha fallito dobbiamo assumerci tutti la responsabilità, e questo ha portato alla conclusione che ho appena offerto al re le dimissioni dell'intero governo", ha annunciato Rutte al termine dell'incontro. Ieri un passo indietro lo aveva già fatto il leader dell'opposizione, Lodewijk Asscher, ministro per gli Affari sociali all'epoca dei fatti (2012-2017), che ha deciso di lasciare la guida del Partito laburista e quindi anche la possibilità di candidarsi e partecipare alla competizione per la guida del prossimo governo. A causare la crisi lo scandalo nato dopo che si è scoperto che l'ufficio delle imposte olandese aveva accusato migliaia di famiglie di aver richiesto in modo fraudolento pagamenti per l'assistenza ai minori tra il 2013 e il 2019, chiedendo rimborsi per migliaia di euro, portando molte famiglie ad affrontare grossi problemi finanziari.

I bonus per i figli

Il problema riguarda di "kinderopvangtoeslag" i bonus per i figli che vengono dati alle famiglie per contribuire al pagamento degli asili, strutture private che sono molto care nel Paese e possono arrivare a costare anche 9 euro l'ora, con rette mensili che arrivano quindi anche a cifre molto superiori ai mille euro per ogni figlio. Il governo per sostenere le famiglie rimborsa una parte di queste spese, in base però agli stipendi dei genitori: meno si guadagna più si riceve. Per richiedere i bonus si devono compilare complicati moduli sia online che in formato cartaceo. La possibilità di compiere errori, anche se in buona fede, è molto alta anche perché i moduli vanno compilati in olandese, e non a caso gran parte di quelli accusati di frode sono stati degli immigrati.Un rapporto parlamentare ha definito "un'ingiustizia senza precedenti" aver avviato il recupero di decine di migliaia di euro senza garantire agli accusati la possibilità di dimostrare la propria innocenza, anche perché molte delle accuse sono nate da errori di valutazione dei funzionari e da interpretazioni troppo stringenti delle norme, con la presunta frode che si limitava appunto ad un formulario compilato male o privo di una firma.

Il governo resta però in carica

Rutte, che è primo ministro dal 2010, non ha esitato a definire "vergognosa" la vicenda. Annunciando le sue dimissioni, il governo Rutte III è ora ufficialmente un "esecutivo uscente". Ciò significa che il governo si è dimesso ma rimane in carica fino a quando non verrà scelto un nuovo governo. Nel frattempo gli attuali ministri si occuperanno ancora degli affari correnti, principalmente la risposta alla pandemia di coronavirus, ma i temi controversi o delicati saranno lasciati al prossimo governo che, stando ai sondaggi, potrebbe essere guidato ancora dallo stesso Rutte visto che al momento viene dato favorito.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento