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ANSA/STEPHANIE PILICK

ANSA/STEPHANIE PILICK

I giudici belgi con le donne musulmane: "Devono essere libere di indossare il burkini in piscina"

Una sentenza ha fatto cadere il divieto imposto in due impianti del Paese. Ma i separatisti fiamminghi sono pronti a proporre un disegno di legge per vietarlo: "È un simbolo d'oppressione"

Le donne musulmane devono essere libere di indossare il burkini quando vanno in piscina, e nessuno lo può vietare. Lo ha stabilito una la sentenza del tribunale di Gand, nel nord del Belgio, che ha annullato il divieto emesso da due piscine che avevano proibito il costume da bagno che copre interamente il corpo delle donne. "Le piscine non possono vietare il burkini", hanno stabilito i giudici accogliendo il ricorso di alcune fefeli musulmane a cui era stato impedito di indossare il costume nei complessi comunali di Ter Wallen a Merelbeke e in quello di Van Eyck a Gand. Le donne ora dovranno anche essere risarcite per danni morali.

"Le persone devono avere la libertà di vestirsi come vogliono, anche in piscina”, ha detto Els Keytsman di Unia, il Centro interfederale per le pari opportunità, aggiungendo però che se invece “si fa pressione sulle giovani donne perché portino un burkini” allora è in quel caso che “le autorità locali devono intervenire". L'organizzazione ha sottolineato che il burkini può essere portato per motivi religiosi ma anche per ragioni di salute, o per una scelta legata a caratteristiche fisiche o disabilità.

Ma i separatisti della N-VA, al governo del Paese insieme ai liberali, non vogliono accettare la sentenza e per questo stanno pensando a un disegno di legge per vietare il burkini a livello nazionale. Il segretario di Stato per le Pari opportunità, Zuhal Demir, ha affermato: “Il burkini è un simbolo di oppressione non di emancipazione”.

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