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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Come Bruxelles è diventata il laboratorio di cocaina d'Europa

Secondo la polizia, all'ombra delle istituzioni Ue viene trasformata ogni settimana almeno 1 tonnellata di polvere bianca. Per poi essere smistata nel resto del Continente

Bruxelles non è più solamente la sede principale delle istituzioni europee, ma anche il principale hub per la trasformazione e la distribuzione della cocaina nel continente. La capitale del belgio e dell'Ue, grazie alla vicinanza col porto di Anversa, dove ogni giorno arrivano dal Sud America tonnellate di polvere bianca, è diventata uno dei più importanti centri logistici e di smistamento. Secondo il procuratore della polizia federale Frédéric Van Leeuw i clan della capitale gestiscono una tonnellata di cocaina a settimana, a volte in edifici nel cuore della città, e la merce, una volta ri-confezionata viene distribuita nel resto d'Europa.

A mostrare l’entità del fenomeno sono i risultati di una maxi-inchiesta, condotta dalla polizia federale belga e nella quale sono stati impiegati oltre mille agenti, che ha portato allo smantellamento di un gruppo criminale situato a Bruxelles, e che le autorità definiscono come un "sindacato del crimine", perché riunisce gli interessi di diverse bande: i colombiani, ma anche la malavita albanese e la 'Ndrangheta. "Il crimine organizzato internazionale e persino globale è chiaramente molto ben radicato in Belgio", ha detto alla Rtbf Eric Snoeck, direttore generale della polizia giudiziaria. "Sapevamo già che il porto di Anversa è il principale porto europeo per l'importazione di cocaina. La regione di Bruxelles sembra ora essere il secondo luogo di attività di questa rete".

In totale, sono stati trovati sei laboratori di lavorazione della cocaina, tonnellate di prodotti impregnati di questa droga, una dozzina di armi da fuoco, più di un milione di euro in contanti e 300 metri cubi di tabacco di contrabbando. Al già ricco bottino si aggiungono 57 auto e numerosi beni di lusso. Inoltre, 350 chili di cocaina sono stati intercettati nei giorni precedenti l'operazione, in particolare fermando i corrieri. Fondamentale nelle indagini è stata la decrittazione dei messaggi scambiati dai criminali su una rete di comunicazione presumibilmente protetta, che ha permesso agli investigatori di compiere progressi decisivi.

Da circa un decennio, il Belgio è diventato uno degli hub di ingresso principali in Europa, soppiantando il ruolo che fino a quel momento aveva la Spagna. Il porto di Anversa, secondo i dati del report dell’Europol “Cocaine Insight”, si è guadagnato il record del porto con il maggior traffico della sostanza stupefacente del continente: lo scorso anno, sono state sequestrate 66 tonnellate di cocaina, contro le cinque del 2013.

Il Paese è considerato “ad alto rischio di infiltrazioni mafiose” dalla direzione generale antimafia italiana, e la criminalità organizzata calabrese è ormai radicata in buona parte della sfera economica del Paese, soprattutto nelle province di Hainaut, Liegi e Limburgo. I clan albanesi e italiani, i principali operanti nel territorio sono in stretto contatto con i cartelli colombiani con i quali collaborano e che si occupano di far arrivare la merce nel Vecchio Continente. Ed è di questi gruppi che le autorità belghe hanno più paura, infatti, secondo Van Leeuw stanno importando i loro metodi nel Paese. “Abbiamo avuto diversi omicidi, diverse persone fatte a pezzi, alcuni atti di violenza piuttosto terribili.” Una violenza tale, dice, che gli avvocati “non osano proporre ai loro clienti in questo ambiente di pentirsi".

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