Bruxelles apre inchiesta su Londra: “Favori a multinazionali”. Sullo sfondo, i difficili negoziati per il post-Brexit

Ufficialmente, le discussioni sui futuri rapporti tra l'Ue e il Regno Unito non sono ancora partiti. Ma alla Commissione europea già scaldano i motori. Tanto da aprire una indagine che, bene che vada, si concluderà dopo la data ufficiale dell'addio britannico

La commissaria Ue alla Concorrenza Vestager / Ebs

La Commissione europea ha aperto una inchiesta sul regime fiscale accordato dal Regno Unito alle multinazionali. Il “sospetto” è che Londra abbia esentato, attraverso un escamotage legislativo, le società multinazionali dal rimpatriare buona parte dei loro profitti offshore. Cosa che per la legge Ue rappresenterebbe un aiuto di Stato.

La notizia, letta cosi', non suscita particolari retropensieri, se non fosse per un piccolo particolare: un'inchiesta di questo tipo richiede almeno 18 mesi di lavoro prima di giungere a conclusione. Il che, nel caso specifico, significherebbe poco dopo il marzo 2019, ossia quando il Regno Unito uscirà dall'Unione europea.

La questione dei negoziati sui futuri rapporti

In sostanza, se la premier britannica Theresa May vorrà restare nel mercato unico dell'Ue, e quindi anche sotto la giurisdizione della Corte di giustizia europea come richiesto da Bruxelles, allora dovrà fare i conti anche con l'inchiesta aperta dalla commissaria alla Concorrenza Margarethe Vestager. E questo varrà sia nell'eventuale periodo di transizione post-Brexit, sia soprattutto se si dovesse trovare (cosa a oggi poco probabile) quell'accordo per la “nuova partnership speciale e approfondita” che May ha cominciato a chiedere a partire dal discorso di Firenze.

Il messaggio dell'Ue sembra questo: “Nessun trattamento di favore al Regno Unito, se Londra vuole l'accordo, dovrà farlo rispettando le leggi a cui sottostanno tutti gli altri paesi che fanno parte del mercato unico”. Un messaggio chiaro e per certi aspetti duro, che non corrisponde alle aperture che invece arrivano dai più strenui difensori della Brexit, come il ministro degli Esteri Boris Johnson.

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L'apertura di Johnson

Nel corso di un forum Polonia-Regno Unito, Johnson ha rassicurato i cittadini Ue che dopo la Brexit "i vostri diritti saranno tutelati, qualsiasi cosa accada". Parole, raccolte dal Guardian, che sono ancora più al miele di quelle utilizzate finora dalla stessa May. La premier ha finora sempre legato la tutela dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito alla reciprocità con la quale i diritti dei cittadini britannici verranno garantiti nei paesi Ue.

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