'Troppo selvatici', Bruxelles vuole mettere al bando i gatti di razze speciali

La regione della capitale del Belgio lavora ad un legislazione per vietare il possesso di esemplari ritenuti 'problematici'

Ansa Cesare Abbate

Si fa presto a dire gatto. Perché i gatti non sono tutti uguali. Sono circa 40 le razze feline dei più classici animali da compagnia, e non tutte sono le benvenute. Non a Bruxelles, almeno, dove il governo della regione della capitale lavora ad un proposta di legge per mettere al bando il possesso di alcune specie. Il motivo? La natura ‘troppo selvatica’ di alcuni esemplari. “Le prime generazioni di razze ibride non hanno un comportamento adattato alla vita in cattività”, spiega Bianca Debaetat, ministro per il Benessere animale della regione di Bruxelles-capitale. “Inoltre presentano il problema della fertilità, e il loro periodo di gestazione non è lo stesso di quello dei gatti domestici”. Come se non bastasse, “durante l'accoppiamento, il rischio di aggressione è molto alto”.

Bengala e Savannah

Incolumità pubblica e salute felina: queste le normative alla base della misura anti-gatto. Nel mirino finiscono in particolare i Bengala e i Savannah, a modo loro veri e proprio ‘aristogatti’ di pedegree blu. La razza Bengala è il prodotto dell'unione tra il gatto comune e il gatto leopardo, una razza asiatica dal manto a chiazze molto simili a quelle del leopardo della savana. Costo di un singolo esemplare: 2.500 euro circa. Il Savannah è il risultato dell’incrocio tra gatto domestico e Serval ed è un animale di superlusso: può costare anche 20mila euro. Ma l’indice dei gatti proibiti non finisce qui.

Fold

Il disegno di legge belga vieta l’ingresso nel regno anche ai Fold, i quattro-zampe tipici della Scozia e noti per le loro caratteristiche orecchie piegate. La Brexit non c’entra, se è questo che stavate pensando. Il problema si sarebbe posto comunque, anche se il Regno Unito non avesse votato per uscire dall’Ue. La questione è pratica, spiega ancora la ministra Debaetat. Il gatto scozzese Fold deve le sue particolare orecchie a delle mutazioni genetiche. “Questa malformazione congenita provoca forte dolore e artrite cronica”. Dunque, precisa la ministra, “per evitare questa sofferenza, si decide di proibire l'allevamento, la commercializzazione e il possesso di questi gatti, e questo per ottenere una graduale estinzione”.

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Rischio abbattimenti

Misure estreme per rispondere al problema, sempre che di problema si tratti. Perché nel mondo veterinario c’è chi è convinto che nessuna delle questioni sollevate – sicurezza umana e salute animale – siano tali da giustificare un provvedimento come quello allo studio che comporterebbe, se approvato, anche l’abbattimento del gatto. Già, poiché i possessori delle razze incriminate, in caso di via libera, dovranno chiedere permessi per la detenzione del felino e in caso di diniego saranno costretti a ricorrere all’eutanasia. Chi rimborserà per un gatto dal valore di 20mila euro? Non potendo mettere il proprio tesoro a quattro zampe in banca, nel dubbio meglio per i gatti di Bruxelles traslocare altrove. Magari in Vallonia o nelle Fiandre, dove nessuno, per ora, vuole mettere il muso negli affari felini.

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