Lunedì, 27 Settembre 2021
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Brexit, i gruppi paramilitari unionisti nord irlandesi abbandonano l'Accordo di Pace

La decisione in protesta contro i controlli doganali sule coste dell'isola che per loro rappresentano una divisione del Regno Unito: "Onorate i patti o sarete responsabili della loro distruzione". Ma per ora promettono di restare pacifici

I gruppi paramilitari unionisti hanno deciso di ritirarsi dall'accordo di pace del Venerdì Santo in protesta contro lo spostamento del confine commerciale con il resto del Regno Unito sulla costa dell'Irlanda del Nord, come stabilito dagli accordi della Brexit. In una lettera inviata al premier britannico Boris Johnson, il Loyalist Communities Council, un ente ombrello che rappresenta i paramilitari, sostiene che la loro opposizione continuerà fino a quando il protocollo in materia non sarà stato modificato per garantire "l'accesso illimitato a beni, servizi e cittadini in tutto il Regno Unito", minacciando: "Se lei o l'Ue non siete pronti a onorare la totalità dell'accordo” di pace raggiunto nel 1998, conosciuto anche come Accordo di Belfast, “allora sarete responsabili della sua distruzione permanente".

Opposizione per ora pacifica

Il gruppo, che ha anche scritto al premier irlandese Micheal Martin, ha però precisato che per ora la sua opposizione rimarrà “pacifica e democratica”. Come spiega il Guardian i gruppi paramilitari lealisti hanno approvato l'accordo del Venerdì Santo e non hanno alcun desiderio di riaccendere i Troubles. Ma elementi di Uvf, Uda e Red Hand Commando, le organizzazioni più radicali, continuano ad essere una presenza minacciosa in Irlanda del Nord e alcuni sono legati alla criminalità. John Kyle, un consigliere comunale di Belfast del partito Progressive Unionist, che ha legami storici con l'Uvf, ha detto che nella lettera c'era un "impegno assoluto per la non violenza", ma che le implicazioni della missiva non erano chiare. "È troppo presto per sapere come interpretarlo. È prematuro presumere che significhi abbandonare la non violenza ".

Le tensioni tra Londra e Bruxelles

La decisione del Loyalist Communities Council è arrivata mentre sale di nuovo la tensione fra Londra e Bruxelles sull'attuazione degli accordi del dopo Brexit su uno dei fronti più spinosi: quello dei controlli al confine interno fra Irlanda del Nord e la Gran Bretagna, pretesi dall'Ue nell'ambito di un protocollo ad hoc per assicurare il mantenimento della frontiera aperta fra Ulster e Repubblica d'Irlanda, prevista appunto dagli storici accordi di pace del Venerdì Santo 1999, senza compromettere allo stesso tempo l'integrità del mercato unico europeo. A far salire la tensione è stata la decisione del ministro per gli Affari Nordirlandesi, Brandon Lewis, di estendere fino a ottobre il cosiddetto "periodo di grazia" sul passaggio dei prodotti agroalimentare fra Irlanda del Nord e Gran Bretagna senza controlli di sorta. Decisione rivendicata da Londra come un'interpretazione ragionevole delle intese in chiave "temporanea" ma che la Commissione europea non ha gradito affatto. Il vicepresidente Maros Sefcovic, ha affermato che l'iniziativa di Londra "costituisce una violazione del diritto internazionale e anche un chiaro allontanamento dall'approccio costruttivo che ha prevalso fino ad ora", avvertendo che l'Ue è pronta "a rispondere a questi sviluppi con i mezzi legali stabiliti dall'accordo di recesso e dall'intesa sulla cooperazione" e il libero scambio delle merci sottoscritti col Regno, e che l'azione partirà "molto presto".

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