Brexit, asse Tory-laburisti e 1 milione di firme per un secondo referendum

Crescono nel Regno Unito i sostenitori di una nuova consultazione popolare per evitare l'uscita del Paese dall'Ue

Un nuovo gruppo trasversale di parlamentari di centrodestra e centrosinista. E oltre un milione di firme raccolte dall'autorevole quotidiano Independent. Cresce nel Regno Unito la pressione per arrivare a un secondo referendum che eviti l'uscita del Paese dall'Unione europea. 

Alla Camera dei Comuni, un gruppo trasversale composto da conservatori, laburisti e nazionalisti scozzesi hanno trovato un'intesa per chiedere alla premier Theresa May di indire un secondo referendum. I membri di Tory, Labour e SNP presenteranno un emendamento "killer" a favore di un voto popolare. L'emendamento, se approvato, dichiarerà che l'eventuale accordo tra Ue e Regno Unito dovrà essere "vidimato" da un nuovo referendum. 

Il gruppo, guidato dalla parlamentare Tory (il partito della premier May) Sarah Wollaston, vuole sfruttare lo slancio della marcia pro-Ue che la scorsa settimana ha portato in piazza a Londra oltre 700.000. Secondo il Guardian, il gruppo puo' contare su oltre 100 parlamentari. A far aumentare le chance di successo di questo gruppo potrebbe contribuire il leader del laburisti, Jeremy Corbyn, che finora si è mostrato scettico rispetto all'ipotesi di un nuovo referendum.

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Intanto, la campagna dell'Independent per un referendum bis sulla Brexit ha raggiunto la soglia del milione di firme solo tre mesi dopo l'avvio dell'iniziativa: lo riporta oggi lo stesso quotidiano britannico. Il giornale aveva lanciato la campagna il 25 luglio scorso spiegando in un editoriale che il referendum del 2016 "ha dato la sovranità al popolo britannico, ora il popolo ha diritto di avere l'ultima parola", anche sull'esito del negoziato con Bruxelles sul divorzio dall'Ue.
 

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