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Brexit, con il rischio No Deal in Scozia cresce la voglia di indipendenza

Secondo un sondaggio adesso il 46% dei cittadini sarebbe a favore della secessione e solo il 43 contro. La premier Sturgeon: “Risultato fenomenale”

Il rischio di una Brexit No Deal, eventualità che sembra ormai più certo ogni giorno, sta rafforzando le spinte separatiste nel Regno Unito. In Scozia soprattutto, la nazione britannica più contraria al divorzio dall'Unione europea, secondo un sondaggio condotto in questi giorni fra un campione di 1019 persone adulte residenti nel Paese, il 46% risulta favorevole all'indipendenza e il 43% contrario, con una frangia determinante di indecisi. Ma escludendo indecisi e coloro che non parteciperebbero al voto, il fronte indipendentista salirebbe al 52%.

Nel 2014 un referendum ha bocciato con il 55% il progetto di secessione, ma la maggioranza degli scozzesi ha votato contro la Brexit e la situazione attuale ha portato a tensioni tra Londra e la Scozia e così adesso il 47% si dichiara a favore di una rivincita referendaria. "Si tratta di un sondaggio fenomenale per la causa dell'indipendenza", ha esultato Nicola Sturgeon, leader dei nazionalisti dell'Snp e premier del governo locale di Edimburgo.

Tutta colpa del governo di Boris Johnson e del suo tentativo di "trascinarci verso una Brexit no deal", ha commentato Patrick Harvie, leader dei Verdi scozzesi, pure favorevoli a un referendum bis sulla secessione. "Sarebbe un affronto alla democrazia" se il governo Tory britannico ne bloccasse la convocazione, ha aggiunto Harvie. Il voto del 2014 fu indetto come unico in una generazione, ha replicato un portavoce dei Conservatori scozzesi, dicendo no a "un nuovo referendum divisivo sull'indipendenza".

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