Brexit, Corte Ue conferma: "Il Regno Unito può revocarla e restare nell'Unione"

Secondo i giudici europei, non vi è nessuna norma comunitaria che lo impedisce. Unico limite quello temporale: c'è tempo fino al marzo 2019.

“Quando uno Stato membro ha notificato al Consiglio europeo la sua intenzione di ritirarsi dall'Unione europea, come ha fatto il Regno Unito, tale Stato membro è libero di revocare unilateralmente tale notifica”. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue che si è pronunciata su un ricorso presentato da alcuni deputati scozzesi per chiedere un'interpretazione della normativa europea, in particolare dell'Articolo 50 dei Trattati che è stato attivato dal governo di Londra in seguito al risultato del referendum del 23 giugno 2016.

Secondo la sentenza di oggi, che in qualche modo era stata pre-annunciata da un parere dell'Avvocato generale della Corte, la possibilità per il Regno Unito di evitare l'uscita dall'Ue, “esiste fino a quando l'accordo” tra Londra e Bruxelles per la Brexit “non è entrato in vigore” o, in mancanza di tale accordo, “per il periodo di due anni dalla data di notifica dell'intenzione di ritirarsi dall'Ue”. In sostanza, con questa sentenza, se il Parlamento britannico non voterà l'accordo, il governo britannico avrà tempo fino al marzo 2019 per tornare sui suoi passi, ossia entro i due anni da quando la premier Theresa May ha notificato l'intenzione del suo Paese di lasciare l'Unione. 

L'eventuale revoca della Brexit, dice ancora la Corte, “deve essere decisa seguendo un processo democratico in conformità con i requisiti costituzionali nazionali. Questa decisione inequivocabile e incondizionata deve essere comunicata per iscritto al Consiglio europeo”. Parole che aprono la porta alla possibilità di un nuovo referendum. 

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