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Giovedì, 30 Maggio 2024
Brexit addio? / Regno Unito

Così il Regno Unito potrebbe tornare nell'Ue ed entrare nell'euro

Il Financial Times in un editoriale apre all'ipotesi, sostenendo che il malcontento sul divorzio si sta facendo sempre più forte e che i giovani potrebbero spingere la nuova rivoluzione

Sono passati sette anni dal referendum con il quale i britannici decisero di lasciare l'Unione europea e tre da quando il divorzio si è poi finalmente realizzato, dopo lunghissime e difficili trattative sulle regole su cui si basa ora la nuova relazione tra Londra e Bruxelles. La Brexit almeno fino ad ora sembra però non essere esattamente come i suoi fautori l'avevano promessa e sono sempre di più i cittadini del Regno Unito che si sono convinti che sia stata un errore. E allora si può immaginare un passo indietro? Per il Financial Times l'ipotesi non si può scartare del tutto, anzi. Il celebre quotidiano finanziario ha pubblicato un'analisi di Gideon Rachman, il principale commentatore della testata sugli affari europei, il cui titolo è proprio: Brexit could be reversed — here’s how, La Brexit potrebbe essere invertita, ecco come.

Il giornalista inizia il suo ragionamento riportando che secondo gli ultimi sondaggi il 58% degli elettori non solo rimpiange la Brexit, ma sarebbe attivamente favorevole al Rejoin. "È facile capire perché. La Brexit è stata venduta come un modo per controllare l'immigrazione e migliorare il servizio sanitario nazionale. Ma il servizio sanitario nazionale è ora in condizioni molto peggiori di quelle in cui si trovava nel 2016. L'immigrazione nel Regno Unito rimane molto alta, con gli immigrati dell'UE sostituiti in gran parte da persone provenienti dall'esterno del blocco", scrive Rachman.

Se a Bruxelles c'è quasi unanimità nel Pensare che un rientro del Regno Unito sarebbe una cosa positiva, questa volta però sembra difficile che a Londra possa essere offerto un accordo speciale come avveniva prima. Sarebbe un prendere o lasciare, il che significherebbe nessuno sconto sui fondi nazionali da destinare al bilancio comunitario e nessun 'opt-out', nessuna possibilità di tirarsi fuori dalle direttive che vengono ritenute più controverse. "La Gran Bretagna dovrebbe accettare la libera circolazione delle persone e, molto probabilmente, l'euro", sottolinea il giornale. La diffidenza verso al moneta unica per l'opinionista del Financial Times, che racconta di essersi opposto a sua volta all'idea 20 anni fa, potrebbe essere superata. "L'euro è ormai una valuta internazionale consolidata, mentre la sterlina appare cronicamente debole", dice. Inoltre anche altri temi potrebbero convincere i britannici al ripensamento. "I giovani elettori favorevoli al Rejoin si preoccupano più di questioni come l'ambiente che di nozioni astratte di sovranità", aggiunge.

E allora come si potrebbe dare via al nuovo processo di adesione? L'ipotesi potrebbe essere quella di un nuovo referendum, anzi di un doppio referendum. "Il primo voto potrebbe tenersi nel 2026, un decennio dopo il voto del 2016, e darebbe semplicemente al governo britannico il permesso di avviare i negoziati con l'Ue". In quel caso "un forte voto di approvazione - ad esempio il 60% - potrebbe placare lo scetticismo dell'Ue sul fatto che la Gran Bretagna sia troppo divisa per essere trattata". Un secondo referendum verrebbe poi indetto "sui termini dell'accordo di Rejoin", in modo da certificare che siano accettabili per tutti. "La Gran Bretagna ha impiegato 11 anni per ripristinare la monarchia. Perché non provare a battere questo tempo di un anno e invertire la Brexit in un decennio?", conclude il giornalista.

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