I britannici adesso vogliono un nuovo referendum sulla Brexit

Secondo un sondaggio del Times per la prima volta il numero di coloro che sono favorevoli a una seconda consultazione è maggioritario. L'Independent ha lanciato una petizione che in 24 ore ha raccolto 250mila sottoscrizioni, tra queste quella dell'ex premier Blair

foto Ansa EPA/ANDY RAIN

Con la Brexit che si avvicina e Londra che non sembra capace di trovare un accordo con Bruxelles sui termini del divorzio, i britannici cominciano ad avere paura che le cose possano mettersi male, con il governo che addirittura sta preparando un piano per fare scorte di cibo e medicinali in caso di No Deal. Secondo un sondaggio di YouGov per il Times per la prima volta la percentuale di coloro che sarebbero favorevoli a una nuova consultazione è superiore a quello di coloro che sarebbero contrari. Il 42% degli intervistati ha affermato di voler dire la propria sull'accordo finale che verrà raggiunto (se verrà raggiunto) tra Londra e Bruxelles, il 40% si è detto contrario e il resto ha risposto di non sapere.

L'Ue rifiuta le proposte di Londra sull'Irlanda

Proprio ieri si è concluso l'ennesimo round di negoziati e Michel Barnier ha rifiutiato la proposta d compromesso di Theresa May sulla questione dell'Unione doganale e del confine in Irlanda del Nord. Il Regno Unito propone di raccogliere i dazi su tutte le merci che entrano nel Paese e poi di girare a Bruxelles quelli dei prodotti che sono destinati ad andare in Europa, evitando così di dover creare un confine fisico in Irlanda. “Come vuole farlo Londra anche noi vogliamo mantener e il controllo sulle nostre leggi i nostri soldi e i nostri confini, non possiamo delegare l’applicazione delle nostre politiche e regole doganali, la raccolta dell’Iva e delle accise a un Paese non membro dell’Ue, che non sarebbe sottoposto al nostro controllo”, ha affermato Barnier, secondo cui “ogni accordo, e noi abbiamo sempre detto di essere pronti ad un’unione doganale, deve rispettare questo elemento”.

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Blair e l'Independent per un secondo referendum

Nella battaglia per ottenere un secondo referendum si è schierato anche l'Independent. Il giornale ha lanciato una raccolta di firme che nel giro di 24 è stata sottoscritta da 250mila persone. Ad appoggiare la richiesta del quotidiano anche Tony Blair. “Oltre 33 milioni di persone hanno votato nel referendum sull'Ue chiedendo un Paese migliore, non per essere più poveri, per mettere ulteriore pressione su un sistema sanitario già in difficoltà, non per la perdita di posti di lavoro e per dover fare scorte di cibo e medicine. L'ultima parole dovrebbe stare a voi”, ha scritto l'ex premier su Twitter

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