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Foto dalla pagina Facebook @PizzaExpressJobs

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La Brexit lascia pub e ristoranti britannici senza personale: "Mancano 350mila camerieri e cuochi"

Le catene della ristorazione fanno fatica a trovare dipendenti e aumentano il salario a 15 sterline l'ora per un posto da barman. Il giornale conservatore 'Daily Mail' punta il dito contro "l'esodo degli europei" che avrebbe lasciato scoperti i locali a poche settimane dalla riapertura

La catena britannica di ristoranti Pizza Express è alla disperata ricerca di 1.000 dipendenti necessari per riattivare i 360 locali sparsi per tutto il Regno Unito rimasti chiusi durante il lockdown. Tante altre aziende della ristorazione, dalla larga alla piccola scala, guardano il calendario con preoccupazione. Il 17 maggio, tra meno di tre settimane, pub e ristoranti potranno finalmente tornare ad accogliere i loro clienti nei locali al chiuso. O almeno, così ha deciso il Governo di Londra. Ma il problema comune della scomparsa del personale, a quanto rivela la stampa britannica, sta colpendo tutti gli operatori del settore. La Brexit viene evocata da più osservatori - anche da quelli più insospettabili, quelli che l'hanno voluta e che hanno contribuito a farla diventare realtà - come fattore determinante della carenza di camerieri e cuochi. 

L'esodo post-Brexit

Secondo il 'Daily Mail', tabloid conservatore e da sempre tar i più convinti sostenitori dell’uscita dall’Unione europea, l’abbandono del mercato unico ha causato “l'esodo di camerieri e baristi europei” che oggi costringe la ristorazione britannica a “combattere per ricoprire 355mila ruoli prima della riapertura” prevista per il 17 maggio. Durante la pandemia, i lavoratori che hanno pagato il prezzo più caro delle restrizioni sono proprio i tanti camerieri, cuochi e dipendenti vari sui quali si reggeva l’intero comparto: dai caratteristici pub, rifugio del dopo lavoro per milioni di britannici, fino agli esclusivi ristoranti - molti dei quali servono pietanze italiane, o presunte tali, per le vie del centro di tante città inglesi. L’emorragia di posti di lavoro nel settore vale il 43 per cento di tutti i licenziamenti dall’arrivo del coronavirus in poi, fa notare la stampa britannica. Le aziende di ristorazione sopravvissute alla crisi sono oggi in grado di riassumere gli ex dipendenti, ma molti di loro hanno lasciato il Paese, mentre i camerieri britannici sembrano aver preferito cambiare lavoro, nella speranza di garantirsi un futuro più stabile. 

Crescono i salari

E nella patria del libero mercato trova conferma la regola di base che se l’offerta non è capace di soddisfare la domanda, i prezzi vanno inevitabilmente verso l’alto. Ad avvantaggiarsene, per ora, sono i lavoratori della ristorazione rimasti fedeli alla vecchia professione. I salari sono in aumento, ma le aziende affermano di fare fatica a trovare personale da bar, anche offendo una retribuzione pari a 15 sterline all’ora. Fatti due conti, un lavoratore del settore a tempo pieno può arrivare a guadagnare 30mila sterline all’anno, poco meno di 35mila euro. Ciononostante, i camerieri, a quanto pare, non si trovano. 

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