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© European Union , 2017   /  Source: EC - Audiovisual Service

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Brexit, May propone status speciale per l'Irlanda del Nord. Ue: “Più vicini a un accordo”

Secondo le indiscrezioni, Belfast sarebbe allineata alla regolamentazione del mercato unico e dell'unione doganale che si applica a Dublino. In questo modo, si supererebbe il ritorno di un “hard border” nell'isola irlandese. Tusk: “Ci avviciniamo a un progresso sufficiente per il Vertice Ue di dicembre”

La premier britannica Theresa May sarebbe pronta a concedere all'Irlanda del Nord uno status speciale che permetterebbe di evitare il ritorno di un “hard border” con l'Irlanda. E' quanto si apprende da fonti comunitarie: si tratterebbe di uno status di "allineamento" con la regolamentazione del mercato unico e dell'unione doganale che si applica a Dublino come Stato membro dell'Ue. 

Il compromesso "non è chiuso al 100%", sempre secondo le fonti citate dall'Agi. Ma una conferma indiretta del passo avanti arriva dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che dopo aver sentito telefonicamente il premier irlandese Leo Varadkar, ha scritto su Twitter: “Lasciatemi dire che mi piacciono i lunedì! Incoraggiato dopo la mia telefonata con il premier irlandese Leo Varadkar sull'avanzamento della questione Brexit in Irlanda. Ci avviciniamo a un progresso sufficiente per il Vertice Ue di dicembre”.

La notizia arriva nel giorno in cui la premier May è a Bruxelles per un pranzo di lavoro con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. La risoluzione della questione irlandese è uno dei nodi più difficili da sciogliere per chiudere la prima fase di negoziati sulla Brexit e avviare il secondo step, quello in cui si dovranno stabilire le nuove relazioni tra il Regno Unito e l'Ue. Un passaggio che Theresa May vorrebbe realizzare già in occasione del vertice Ue della prossima settimana. 

Gli altri nodi sono il “conto” del divorzio (che si aggira tra i 45 e i 55 miliardi di euro) e i diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito. Riuscire a trovare la quadra non sarà facile, anche perché sul “conto” ci sono già i maldipancia dei sostenitori della Brexit (compresi quelli del partito conservatore di cui fa parte la premier), mentre sul confine irlandese si rischia una ribellione dei deputati del Partito unionista democratico (Dup), da cui dipende la maggioranza del governo May alla Camera dei Comuni. 

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