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Brexit, l'Ue a Regno Unito: “Entro 2020 uscita definitiva”

Bruxelles propone un tempo limite per la fase transitoria. E sui futuri rapporti commerciali avverte: “Accordo di libero scambio come quelli con Canada e Giappone. Ma Londra resterà fuori dal mercato unico”

Il primo ministro britannico Theresa May ha detto a Firenze che il periodo di transizione verso la Brexit, a partire dal 30 marzo del 2019, dovrebbe avere "una durata massima di due anni. Dal nostro punto di vista, in termini logici, il 31 dicembre 2020 dovrebbe essere la fine del periodo di transizione", dato che in quella data terminerà anche il quadro finanziario multiannuale dell'Ue. Lo ha detto il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit, Michel Barnier, presentando le linee guida di Bruxelles per la cosiddetta “fase 2” dei negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. 

L'accordo di libero scambio

Dopo aver raggiunto un accordo di massima su diritti dei cittadini, confine irlandese e conto del divorzio, Londra e Bruxelles dovranno adesso definire le loro future relazioni. Soprattutto commerciali. L'idea, come chiarito oggi da Bernier, è di un accordo di libero scambio sul modello di quelli firmati con Canada, Corea del Sud e Giappone: “Ci sono delle differenze tra questi modelli, secondo le specificità di ciascun Paese, ma la logica resta la stessa. E' la stessa logica che applicheremo nei negoziati con il Regno Unito", ha spiegato il capo negoziatore Ue. Ci sono, ha continuato Barnier, diversi "modelli di cooperazione, tutti disponibili, ma noi applichiamo le linee rosse stabilite dal Regno Unito stesso. E' Londra che non vuole far parte del mercato unico, perché non vuole rispettare le quattro libertà, né dell'unione doganale. Non siamo noi che lo diciamo, è la Gran Bretagna. Inoltre, non riconoscerà la giurisdizione della Corte di Giustizia dell'Ue. Teniamo conto di quello che dicono e delle conseguenze" che quelle posizioni comportano. Ci sono "differenti modelli di cooperazione e ciascuno ha il suo equilibrio tra diritti e doveri".

Il periodo di transizione

Prima che il nuovo accordo commerciale entri in vigore, il Regno Unito dovrà stabilire anche in che modo vuole affrontare il periodo di transizione, ossia quella sorta di limbo in cui Londra sarà fuori dalle istituzioni Ue ma dovrà rispettare le sue leggi. La proposta presentata oggi dalla Commissione contiene precisazioni sulle eventuali modalità transitorie. In particolare "non saranno ammissibili scelte di comodo", indica l'esecutivo Ue. Ciò significa che il Regno Unito continuerà a partecipare all'unione doganale e al mercato unico (con tutte e quattro le libertà) e l'"acquis" (cioè il sistema di regole) della Ue "dovrà continuare ad applicarsi integralmente nei suoi confronti e al suo interno esattamente come se fosse ancora uno Stato membro". Qualsiasi modifica dell'"acquis" decisa nel periodo di transizione dovrà applicarsi automaticamente al Regno Unito. E si applicheranno tutti gli esistenti strumenti e strutture dell'Unione in materia di regolamentazione, bilancio, vigilanza, attività giudiziaria ed esecuzione, compresa la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. 

Dal 30 marzo 2019, dunque, il Regno Unito sarà un paese terzo e come tale non sarà più rappresentato nelle istituzioni, organi e organismi dell'Unione. Ma dovrà rispettare le sue leggi fino alla fine del 2020, stando alla proposta di Bruxelles.   
 

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