Brexit, il Regno Unito “avverte” l'Ue: “Senza accordo, rischia crisi finanziaria”

L'attacco dei ministri Davis e Hammond sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung: “Assicurarsi che una catastrofe come il crash del 2008 non accada di nuovo". Botta e risposta tra Londra e Bruxelles sull'eventualità di una Brexit “hard”

Il ministro britannico David Davis / European Union

Ieri, il botta e risposta tra Londra e Bruxelles sull'eventualità di una Brexit senza accordo. Oggi, la minaccia di una crisi finanziaria che potrebbe colpire l'Ue come nel 2008. Il rimpasto di governo concluso dalla premier britannica Theresa May sembra aver ridato linfa al fronte interno ai Tories che più ha criticato la prima bozza di accordo raggiunto tra l'Ue e il Regno Unito a fine anno e con il quale si è chiusa la prima fase di negoziati sulla Brexit.

Un accordo che in casa britannica è stato criticato da molti, compresi i colleghi di partito e di governo di May, tra cui il segretario del Regno Unito per la Brexit, David Davis, uno dei principali promotori del Leave al referendum. A Davis, tra le altre cose, non sono andati giù i passaggi del testo in cui Bruxelles ha inserito delle misure in vista dell'eventualità che un accordo finale non venga raggiunto. 

Se dovesse verificarsi tale eventualità, stando a un comunicato congiunto dello stesso Davis e del cancelliere allo Scacchiere, Philip Hammond, pubblicato oggi, dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'Unione europea rischierebbe una crisi finanziaria, nel caso in cui dovesse decidere di bloccare l'accordo sulla Brexit. Sia l'Europa che il Regno Unito, hanno scritto, devono continuare a lavorare insieme “per assicurarsi che una catastrofe come il crash del 2008 non accada di nuovo”.

La "piazza" della finanza

Se non è una minaccia, poco ci manca. E' noto a tutti come Londra abbia dalla sua la City, ovvero la piazza principale dell'alta finanza in Europa. Una leadership che Francoforte, in vista della Brexit, potrebbe mettere in discussione. Tanto più nel caso di un mancato accordo finale su quelli che saranno i rapporti futuri tra le due sponde della Manica. 

Il fatto che l'Ue abbia esplicitamente previsto delle misure per tutelarsi nel caso si verificasse questa eventualità “sta danneggiando gli interessi britannici”, ha detto Davis. Il ministro britannico ha anche annunciato che chiederà alla Commissione di cambiare il suo orientamento e ha affermato che lo stato attuale comporta “potenziali violazioni dei diritti del Regno Unito come Stato membro”. 

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La replica di Bruxelles

Bruxelles ha respinto le accuse, tramite il portavoce della Commissione Margaritis Schinas: "Nella Commissione europea siamo in qualche maniera sorpresi che il Regno Unito si sia stupito che ci stiamo preparando per uno scenario anunciato dallo stesso governo britannico". Il riferimento è alle premier May, che appena un anno fa aveva affermato che un mancato accordo “è meglio di un cattivo accordo”. Forse, dalle parti di Londra, oggi la si pensa diversamente.

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