Brexit, il confine irlandese sempre più “caldo”: Dublino potrebbe porre il veto ad accordo con Ue

Non solo le questioni del “debito” di Londra e dei diritti dei cittadini europei nel Regno Unito: a complicare i negoziati il muro contro muro tra unionisti dell'Ulster e il governo dell'Eira sul futuro della frontiera nell'isola

E' uno dei tre grandi nodi da sciogliere nella prima fase dei negoziati per la Brexit: cosa ne sarà del confine tra Regno Unito e Irlanda una volta che Londra sarà uscita dall'unione doganale? Come sarà possibile mantenere aperta la frontiera tra un paese Ue e uno ormai extra-Ue? Il nodo è intricatissimo e preoccupa non poco sia l'Irlanda che l'Irlanda del Nord, con inevitabili ripercussioni del fragile equilibrio politico raggiunto con l'accordo di pace del Venerdi' Santo. A far rinfocolare gli animi ci ha pensato il commissario europeo all'Agricoltura, Phil Hogan (per l'appunto irlandese), che in una intervista ha annunciato che Dublino potrebbe porre il veto a un accordo sulla Brexit senza garanzie sulle frontiere. 

Le posizioni, per il momento, restano distanti. Complice anche la crisi politica in corso sia a Dublino che a Belfast. In Irlanda, il governo guidato dal primo ministro Leo Varadkar è stato travolto da uno scandalo giudiziario che rischia di portare a elezioni anticipate. Nell'Ulster, un vero e proprio governo manca da mesi: il Partito democratico unionista (Dup) è ai ferri corti con i repubblicani del Sinn Féin e minaccia di complicare le cose (compreso il fondamentale appoggio a Theresa May a Londra) se l'eventuale accordo sulla Brexit vedrà l'Irlanda del Nord operare sotto normative diverse dal resto del Regno Unito. Tradotto: se Londra non resta nell'unione doganale, allora si dovrà riattivare la frontiera.

Il Sinn Féin, dal canto suo, minaccia ritorsioni se questa eventualità dovesse realizzarsi e ricorda come, con la Brexit, Belfast rischi di perdere 2,3 miliardi di euro di programmi comunitari di sostegno alla pace. L'ipotesi di un riaccendersi delle ostilità interne all'Ulster non sarebbe poi cosi' vaga. 

Il governo britannico, per il momento, prosegue dritto per la sua strada: “Non vogliamo un confine vero e proprio, ma il Regno Unito lascerà l'unione doganale e il mercato unico nel 2019”, ha affermato il ministro per il commercio Liam Fox. Esattamente il contrario di quanto si augura il commissario Hogan.

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Il prossimo vertice Ue si terrà il 14 dicembre. Resta poco meno di tre settimane per sciogliere anche questo nodo.  
 

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