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Manifestante anti-Brexit - foto Ansa  EPA/WILL OLIVER

Manifestante anti-Brexit - foto Ansa EPA/WILL OLIVER

Linea dura di Johnson, dopo la Brexit controlli alle frontiere sulle merci

Il governo pronto a far aumentare la burocrazia sulle imprese pur di non superare quelle che ritiene linee rosse, come l'allineamento con i regolamenti europei. Il Paese si prepara a festeggiare l'addio con celebrazioni che manterranno però un bassissimo profilo

Boris Johnson sceglierà la linea dura nei negoziati con l'Unione europea per le future relazione con il Regno Unito, al punto tale che è disposto ad accettare che tornino i controlli alle frontiere pur di non superare quelle che ritiene essere le sue linee rosse.

Nessun compromesso

La prossima settimana Johnson, secondo quanto anticipato dalla stampa del Paese, dirà che le aziende britanniche potrebbero dover affrontare ulteriore burocrazia e controlli fisici sulle merci che attraversano il confine britannico, perché Londra non è disposta ad accettare nessun compromesso che la privi del diritto di avere norme e regolamenti diversi da quelli comunitari, che le impedisca di tornare ad avere il pieno controllo delle acque di pesca e di sancire la fine dell'influenza dei giudici comunitari nel Paese. “Il manifesto su cui è stato eletto il governo era molto chiaro sul fatto che non ci sarebbe stato alcun allineamento” e che “stiamo abbandonando l'unione doganale e il mercato unico dell'Ue”, ha dichiarato un portavoce del premier, che ha spiegato chiaramente che “ciò significa che le imprese dovranno prepararsi a operare al di fuori dell'unione doganale” e quindi “inevitabilmente saranno necessari ulteriori procedure nel commercio Ue-Regno Unito".

Le celebrazioni

Tutto questo a partire ovviamente dalla fine del periodo di transizione, che andrò avanti fino alla fine dell'anno. Venerdì a mezzanotte, le 11 in Gran Bretagna, avverrà comunque l'uscita ufficiale del Regno Unito dall'Unione. Per l'occasione nel Paese sono previste delle celebrazioni, che però manterranno un profilo basso per volontà dello stesso premier, che sa di governare un Paese comunque ancora diviso sul tema. A segnare l'evento nella notte tra venerdì e sabato ci saranno luci bianche, rosse e blu come i colori della bandiera britannica che illumineranno gli edifici governativi a Whitehall, al centro di Londra. Entreranno poi in circolazione tre milioni di monete da 50 penny celebrative della Brexit mentre altre sette milioni sono attese verso fine anno. Il cancelliere dello Scacchiere britannico, Sajid Javid, ha presentato la moneta su cui è incisa la data del 31 gennaio e la scritta "Pace, prosperità e amicizia con tutte le nazioni".

Leavers e remainers

I più accaniti brexiteer da tutto il Paese, capitanati da Nigel Farage, si riuniranno davanti al piazza del Parlamento a Londra, venerdì sera, per la manifestazione "Brexit Celebration". Ha organizzato un evento di tipo opposto invece l'associazione New Europeans, che difende i diritti dei 3,6 milioni di cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e dei 1,4 milioni di britannici in Unione europea, che domani sera davanti a Westminster terrà un corteo silenzioso e una veglia a lume di candela. Un orologio col countdown verrà proiettato sulle mura di mattoni neri di Downing Street, seguito poi da uno spettacolo di luci per "simbolizzare la forza e l'unita del Paese", come riportano i media britannici, sottolineando la necessità ora di mantenere "l'unione tra le quattro nazioni" che costituiscono il Paese. Il Big Ben, invece, non batterà i suoi rintocchi come invece desideravano molti brexiteer.

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