Brexit, stretta sugli "europei": via dal Regno Unito se guadagni poco

Pubblicato il libro bianco del piano May: chi guadagna più di 30mila sterline l'anno potrà chiedere un visto di 5 anni, gli altri solo di un anno

Gli europei dopo la Brexit “non salteranno più la fila” aveva tuonato la premier Theresa May riferendosi agli immigrati comunitari che vogliono andare a lavorare nel Paese. Una frase infelice che la premier ha poi corretto ma che in sostanza significava che nel Regno Unito non più appartenente all'Unione gli europei non avranno nessun accesso preferenziale al mercato del lavoro e l'immigrazione in Gran Bretagna sarà gestita sulla base delle competenze, tra l'altro con una forte differenza tra lavoratori qualificati e non.

“Sistema basato sulle competenze”

"Sarà un sistema di immigrazione unico, basato sulle competenze che le persone possono portare e non sul loro Paese di origine", ha spiegato il ministro dell'Interno, Sajid Javid, dopo che è stato finalmente pubblicato il documento del governo che contiene le linee guida sull'immigrazione nel Regno Unito dopo la Brexit. Javid ha sottolineato che questo sistema porrà fine alla libera circolazione dei cittadini europei nel Paese rispondendo all'auspicio dei britannici di "riprendere il controllo delle frontiere". Tutti "avranno bisogno di un'autorizzazione prima di poter venire", ha scandito il ministro, rivolgendo però un messaggio specifico ai tre milioni di europei già residenti oltre-Manica: "Vogliamo che restiate e proteggeremo i vostri diritti".

Come cambieranno le cose

I lavoratori poco qualificati potranno chiedere solo visti brevi, fino a un anno; i lavoratori altamente qualificati che intendono trasferirsi nel Regno Unito dovranno avere un salario garantito di 30mila sterline e in quel caso potranno chiedere visti da cinque anni. I turisti invece non avranno bisogno di visti. Javid ha riferito poi che intende riportare l'immigrazione a un livello "percorribile", ma non ha precisato cifre. Stando a quanto ha annunciato "non ci sarà un tetto massimo" per il numero di lavoratori qualificati che potranno entrare, come non ci sarà un tetto per il numero di "studenti internazionali". Ma il programma del suo Partito conservatore prevedeva di ridurre gli arrivi a meno di 100mila persone all'anno, contro i 280mila nel 2017.

Applicazione a fasi

L'applicazione del nuovo sistema dovrebbe cominciare, per fasi, a partire dal 2021, cioè dopo il periodo di transizione post Brexit previsto dall'accordo concluso fra Londra e Bruxelles, che dovrà essere ratificato dal Parlamento britannico a gennaio.

Rischio No Deal

Il via libera della Camera dei Comuni all'accordo di May, però, non è scontato. Ragion per cui tanto il Regno Unito quanto Bruxelles si stanno preparando all'eventualità del 'no deal'. La Commissione Ue ha annunciato di avere adottato delle misure - in particolare nei settori dei servizi finanziari, dei trasporti aerei e delle dogane - per attenuare le conseguenze in caso di Brexit senza accordo. La Commissione Ue spiega che sta agendo "per garantire che", in caso di no-deal, "le eventuali misure necessarie possano entrare in vigore il 30 marzo del 2019 per limitare i danni più significativi", ha fatto sapere l'esecutivo comunitario.

Problemi per il sistema sanitario

Il libro bianco ha sollevato polemiche prima ancora della sua pubblicazione. Il sistema sanitario pubblico britannico, Nhs, ha espresso timori di incontrare difficoltà a reclutare personale se la soglia di salario minimo per i lavoratori stranieri viene fissata a 30mila sterline. "Delle competenze elevate non sono sinonimo di salari elevati", ha dichiarato alla Bbc una dei dirigenti dell'Nhs, Saffron Cordery. "Lo stipendio iniziale degli infermieri è di 23mila sterline e quello dei medici junior di 27mila sterline", ha spiegato.

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Il sindaco di Londra, il laburista Sadiq Khan, ha denunciato quello che definisce "l'approccio aberrante" del governo. "Chiudere le porte a migliaia di lavoratori europei che vogliono venire qui per ricoprire ruoli cruciali -lamenta - nuocerà alla nostra competitività".

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