La bufala di Johnson: "Questa aringa incartata per colpa dell'Ue". Ma la legge è britannica

Gaffe del candidato alla successione di Theresa May alla guida del Regno Unito. Bruxelles accusata di mettere a rischio il commercio di pesce affumicato del Paese, ma in realtà la norma è di Londra

L'ex sindaco di Londra Boris Johnson

Da corrispondente a Bruxelles del quotidiano Telegraph aveva inaugurato il filone, diventato poi utile alla causa della Brexit, delle battaglie stampa contro i presunti sprechi e le leggi dell'Unione europea, venendo spesso accusato di gonfiare le notizie. Per le sue dichiarazioni durante la campagna per il referendum del 2016, con cui il Regno Unito ha votato per uscire dall'Ue, un imprenditore britannico lo ha denunciato per "menzogne". E adesso che è in corsa per sostituire la dimissionaria Theresa May alla guida dei conservatori e del Paese, Boris Johnson ci ricasca: durante il comizio di chiusura delle primarie dei Tory, l'ex sindaco di Londra ha sventolato una aringa affumicata avvolta da un sacchetto di plastica con ghiaccio. "Questo involucro inutile, costoso, dannoso per l'ambiente" ce lo ha imposto Bruxelles, ha detto. Peccato, pero', che l'obbligo di avvolgere i pesci affumicati con questo sacchetto sia dovuto a una legge britannica.

A rivelare la bufala è stata la stessa Commissione europea. Le norme sul packaging degli alimenti, infatti, rientrano nelle competenze del Regno Unito. Ma non solo, come ha spiegato il commissario alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, l'aringa in questione proviene dall'Isola di Man, che è una dipendenza britannica d'Oltremare, ma che non è un membro dell'Ue e quindi non è vincolata alle normative sulla sicurezza alimentare dell'Unione europea.

"Un pesce puzza dalla testa - ha ironizzato Andriukaitis su Twitter - Come potenziale futuro primo ministro è necessario mantenere la calma. Dopotutto, caro Boris, quel sacchetto di plastica potrebbe rivelarsi non così 'inutile'".

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