Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Brexit, Bruxelles chiude la porta a Johnson. E i laburisti provano a rinviare l'uscita

Dopo le proteste in tutto il Regno Unito contro la decisione del premier di sospendere i lavori del Parlamento, il capo negoziatore della Commissione dice non alle modifiche all'accordo sul backstop

Dopo le proteste in tutto il Regno Unito contro la decisione del premier Boris Johnson di sospendere i lavori del Parlamento britannico, l'Unione europea alza la voce e dice 'no' a una revisione del backstop, ossia il pacchetto di misure straordinarie concordate da Bruxelles e Londra sotto il precedente governo di Theresa May per ridurre i rischi della Brexit, tra cui il ritorno di un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord.

A puntare il dito contro la richiesta di Johnson, che in caso di mancata modifica minaccia una uscita 'hard' il 31 ottobre, ossia senza accordo, è il capo negoziatore capo dell'Ue, Michel Barnier, in un'intervista al Sunday Telegraph: "Il backstop è il massimo di flessibilità che l'Ue puo' offrire a uno Stato non membro", ha affermato, ricordando "le intense discussioni con gli Stati membri dell'Ue sulla necessità di garantire l'integrità del mercato unico e la completa apertura del confine".

Barnier siè' detto "non ottimista" rispetto alla possibilitaà di evitare un no-deal ma ha anche affermato che bisogna "tutti continuare a lavorare con determinazione". "L'Ue - ha aggiunto - è pronta a esplorare tutte le strade che sono compatibili con l'accordo di uscita". Bruxelles non puo' impedire a Londra di uscire dall'Ue senza un'intesa ma, ha sottolineato Barnier, "mi sfugge la logica di questa scelta" dal momento che anche dopo il 31 ottobre "resteranno gli stessi problemi da risolvere".

Intanto, il partito laburista di Jeremy Corbyn prepara la contro-offensiva a Johnson sfruttando i pochi giorni di attività parlamentari rimasti (sempre che uno dei ricorsi presentati alla giustizia britannica non ribaltino le decisione di sospendere Westminster): l'opposizione, ha annunciato il responsabile per la Brexit del partito, Keir Starmer, cercherà di far approvare dal Parlamento una mozione che estenda l'articolo 50 oltre il 31 ottobre.

Starmer ha detto che ora l'obiettivo è impedire l'uscita 'no deal' alla fine di ottobre. Per evitarla, Londra deve chiedere all'Ue una proroga, e tutti i 27 Paesi membri devono approvarla. 

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