Brexit, l'accordo è vicino. Tusk: “Le fondamenta sono pronte”

A Bruxelles è corsa contro il tempo per evitare il No Deal, ma anche in caso di intesa al Vertice Ue il testo dovrà comunque passare l'esame di Westminster

A Bruxelles il lavoro procede in maniera frenetica e a quanto pare un nuovo accordo sulla Brexit potrebbe essere raggiunto. Solo una settimana fa questo sembrava un'ipotesi fantascientifica e invece con una corsa dell'ultimo secondo i negoziatori di Londra e Bruxelles starebbero mettendo a punto un testo su cui, al Vertice Ue di domani, i 27 capi di Stati e di governo potrebbero addirittura trovare un'intesa.

"Tusk: "Potremmo evitare il No Deal"

“I principali fondamenti dell'accordo sono pronti. In teoria potremmo accettare questo accordo con il Regno Unito domani ed evitare il caos e tutti i disastri legati a un'uscita incontrollata e caotica”, ha riferito il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in un'intervista all'emittente polacca TVN24. “Abbiamo fatto molti progressi” e “non credo che siamo lontani da un accordo”, hanno riferito fonti europee secondo cui toccherà al capo negoziatore Michel Barnier fare il punto in Coreper, quando riferirà agli ambasciatori che lavoreranno fino a tarda notte. Per le fonti “non siamo molto lontani” da una conclusione “ma bisognerà essere molto concreti” e precisi “sulle formalità doganali”, anche per “evitare le frodi”.

Il nodo Irlanda del Nord

Il riferimento è al nuovo compromesso proposto dal premier britannico, Boris Johnson, che dovrebbe permettere di superare lo stallo sulla questione del confine rigido in Irlanda del Nord. In base all'accordo negoziato l'Ulster non farebbe parte del territorio doganale dell'Ue, ma il codice doganale completo del blocco dovrebbe essere applicato sulla costa. “L'Irlanda del Nord sarebbe de jure nel territorio doganale del Regno Unito, ma di fatto nell'Unione europea”, ha spiegato una fonte diplomatica citata dal Guardian. In questo modo il Regno Unito potrebbe negoziare futuri accordi di libero scambio autonomamente e si dovrebbero superare le resistenze degli unionisti del Dup, da sempre contrari all'ipotesi che l'Ulster avesse uno status diverso da quello della Gran Bretagna.

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Il passaggio ai Comuni

L'accordo che si potrebbe raggiungere a Bruxelles sarebbe però solo politico, in quanto i 27 voglion che prima sia anche la Camera dei Comuni, che per tre volte ha in passato bocciato l'accordo raggiunto da May, a dare anche il suo via libera. E potrebbe farlo già nella seduta straordinaria convocata sabato (l'ultima volta che la Camera dei Comuni si è riunita di sabato è stata dopo che l'Argentina ha invaso le Falkland nel 1982). A quel punto un accordo formale dell'Ue potrebbe essere dato in un secondo momento, quando i Paesi membri avranno avuto modo di elaborare il testo legale, cosa che potrebbe richiedere fino a due mesi. Per Johnson non sarà però facile far passare il suo testo, essendo il suo governo ormai in minoranza in Aula di ben 45 voti. Ma il suo accordo potrebbe essere l'ultima occasione per evitare un No Deal, e questo pptrebbe convincere i dissidenti Tory e anche i moderati Labour ad appoggiarlo.

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