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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il caso / Germania

C'è un Paese che vuole inviare 20mila elefanti in Europa, per protesta

Il Botswana contesta la proposta di Berlino di vietare l'importazione di trofei di caccia e minaccia di spedirne a migliaia in Germania: "Se vi piacciono così tanto, per favore accettate questo regalo da noi"

Il Botswana ha minacciato di inviare 20mila elefanti in Germania per protestare contro la proposta del governo tedesco di vietare l'importazione di trofei di caccia dal Paese africano.

Tutto nasce all'inizio dell'anno, quando la ministra dell'Ambiente, la verde Steffi Lemke, dichiara di voler presentare una proposta di legge per proteggere le specie protette nel mondo attraverso una stretta sull'importazione di trofei, come le zanne di elefante. Una proposta da portare anche sul tavolo dell'Unione europea. In Germania, ci sono oltre 400mila cacciatori regolarmente iscritti nei registri pubblici, e i viaggi organizzati verso i Paesi dove poter compiere battute di caccia avventurose sembra vadano a gonfie vele. Secondo un rapporto del 2021 della ong Humane society international, la Germania è il maggiore importatore dell'Ue di trofei di elefanti africani e di trofei di caccia in generale (circa 4mila tra il 2014 e il 2018).

Il Botswana trae da questo tipo di turismo una fonte importante di introiti e occupazione. Da qui, la protesta del presidente Mokgweetsi Masisi, che in una intervista al quotidiano tedesco Bild ha spiegato le sue ragioni: il suo Stato ospita circa un terzo della popolazione mondiale di elefanti, più di 130mila. Fino al 2019, il Botswana aveva vietato la caccia di questi esemplari a fini ricreativi, ma negli ultimi anni le cose sono cambiate: i turisti-cacciatori non portano solo soldi, ma aiuterebbero le autorità a tenere sotto controllo la popolazione di elefanti, che, a detta di Masisi, rappresentano in alcune aree un rischio per i cittadini e per attività come l'agricoltura. Ogni anno, il governo stabilisce delle quote di caccia, ma le organizzazioni ambientaliste sostengono che il numero di elefanti uccisi sia notevolmente superiore a quello autorizzato. 

Il Botswana non è l'unico Paese africano a essersi lamentato della proposta della ministra tedesca. Anche la Namibia, a fine febbraio, avrebbe inviato una lettera a Berlino tacciando la proposta come "unilaterale, illegale e neocoloniale", riportano i media locali. Il presidente Masisi ha usato invece l'arma dell'ironia: "È molto facile sedersi a Berlino e avere un'opinione sui nostri affari in Botswana", ha detto a Bild, aggiungendo che per ridurre la popolazione di elefanti il suo Paese ne ha inviati di recente 8.000 in Angola. "Vorremmo fare un'offerta simile anche alla Repubblica federale tedesca", ha poi proseguito, specificando di pensare a un 'dono' di 20mila elefanti. "Non è uno scherzo. Vogliamo che i nostri elefanti vaghino liberamente (in Germania, ndr). Il clima tedesco è già abbastanza brutto per loro. Se vi piacciono così tanto, per favore accettate questo regalo da noi", ha concluso. 

Le parole di Masisi hanno rilanciato le polemiche dei partiti di centrodestra tedeschi nei confronti dei Verdi. In Germania è in corso da tempo un dibattito sulla necessità di autorizzare la caccia ai lupi. La presidente della Commissione Ue, la tedesca Ursula von der Leyen, ha proposto lo scorso dicembre di togliere la protezione speciale di cui godono questi animali, accogliendo le richieste provenienti da diverse organizzazioni agricole. Esattamente un anno prima, un lupo era entrato nella sua proprietà in Bassa Sassonia e aveva ucciso Dolly, l'amato pony della leader Ue.  

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