rotate-mobile
Sabato, 13 Aprile 2024
Il futuro della Palestina

L'Ue 'sfida' Israele: "Ecco il piano per Gaza. O davvero pensate di cacciare tutti i palestinesi?"

Il capo diplomatico dell'Ue Josep Borrell ha presentato un piano per il Medio Oriente ai ministri degli Esteri che prevede la soluzione dei due Stati. Netanyahu contestato a Tel Aviv

La "soluzione dei due Stati" è l'unica possibile in Medio Oriente. Lo ha ribadito Josep Borrell, capo della diplomazia dell'Unione europea, aggiungendo: 
"A quali altre pensate? Fare andare via tutti i palestinesi? Ucciderli tutti?". Le dichiarazioni ai giornalisti dell'Alto rappresentante Ue per gli affari esteri hanno aperto il vertice dei ministri degli Esteri in corso a Bruxelles. La frase, tra sincerità e provocazione, suona come una "sfida" nei confronti del governo israeliano, che per bocca del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva ribadito la sua opposizione alla "sovranità palestinese". Nel sud della Striscia di Gaza proseguono intanto i combattimenti nei dintorni dell'ospedale di Khan Younès, dove l'esercito israeliano sta concentrando le sue operazioni. Nonostante a livello internazionale si moltiplichino gli appelli per un cessate il fuoco o almeno una pausa negli scontri, la guerra in Medio Oriente continua a mietere vittime. Un ruolo potrebbero giocarlo proprio gli israeliani, furiosi con il loro primo ministro per non aver trovato una soluzione per gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.

Due Stati indipendenti necessari per la pace

A Bruxelles lunedì 22 gennaio Josep Borrell ha ribadito che Israele non può costruire la pace "solo con mezzi militari". La precisazione è indirizzata ai ministri degli Affari esteri dell'Ue, che nella capitale europea incontreranno separatamente i capi della diplomazia israeliana, Israel Katz, e dell'Autorità palestinese, Riyad al-Maliki. Il capo della diplomazia europea ha presentato ai ministri dei 27 "un approccio globale" per raggiungere una pace duratura, strutturato in dieci punti. Per cercare un consenso largo, sono stati invitati anche i ministri egiziani Sameh Choukry, il saudita Faisal ben Farhane e il giordano Ayman Safadi, oltre al segretario generale della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit. Con loro si è relazionato Sven Koopmans, rappresentante speciale dell'Ue per il processo di pace in Medio Oriente, "per trovare un terreno comune per rilanciare il processo di pace". Bruxelles punta sulla collaborazione con questi Paesi e organizzazioni per un percorso  duraturo in vista della ricostruzione nella Striscia di Gaza, massacrata fisicamente e umanamente dalla guerra. 

Divisioni sul cessate il fuoco

Il numero di vittime civili palestinesi è salito a 25mila persone, che si aggiungono ai 1140 israeliani (dati Afp) uccisi da Hamas e ai 250 ostaggi rapiti durante l'attacco del 7 ottobre. Da allora la risposta militare di Israele si è interrotta solo per una breve tregua a novembre, mentre l'accordo sulla richiesta di un cessate il fuoco appare lontanissimo. Gli stessi Paesi dell'Ue sono profondamente divisi. La Germania ad esempio si oppone, sottolineando il diritto di Israele a difendersi. Di avviso opposto Spagna e Irlanda, che chiedono uno stop immediato delle ostilità. Anche il Parlamento europeo si è spaccato sulla guerra a Gaza, approvando la settimana scorsa una richiesta di cessate il fuoco stravolta dal voto compatto della destra. Di fatto il documento equivale al piano del governo israeliano, che prevede di proseguire i raid nella Striscia a tempo indeterminato.

Il ruolo dell'Autorità palestinese

Il documento presentato da Borrell ai ministri del blocco dei 27 tenta di stabilire uno Stato palestinese indipendente e più in generale di normalizzare le relazioni tra Israele e il mondo arabo con il contributo del servizio diplomatico dell'Ue. L'obiettivo della tabella di marcia è quello di ottenere "una soluzione politica, sostenibile e a lungo termine al conflitto israelo-palestinese", che "porterà la pace tra i due popoli e la stabilità nella regione", ha scritto Borrell in una lettera di accompagnamento agli Stati membri. Già a novembre il capo diplomatico europeo aveva delineato un documento relativo al dopoguerra a Gaza, in cui espressamente chiedeva l'assenza di un'occupazione israeliana a lungo termine, la fine del dominio di Hamas e un ruolo per l'Autorità Palestinese nella gestione del territorio.

Quest'ultima, insieme all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), andrebbe a rappresentare sia la Striscia di Gaza che la Cisgiordania durante una "Conferenza preparatoria di pace" prevista dal piano. L'incontro coinvolgerebbe l'Ue, gli Stati Uniti, l'Egitto, la Giordania, l'Arabia Saudita, la Lega Araba e le Nazioni Unite. Ai partecipanti viene richiesto un contatto costante con funzionari palestinesi ed israeliani, che non sarebbero però tenuti sin da subito ad incontrarsi e dialogare direttamente. Nell'arco di un anno dalla conferenza, si legge nel piano, verrà delineato il quadro di un piano di pace, utilizzato come base principale per i negoziati finali.

Netanyahu criticato, si chiede un accordo sugli ostaggi

Questo lunedì la guerra è entrata nel suo 108° giorno. Secondo le stime dell'intelligence statunitense, citate dal Wall Street Journal, Israele finora avrebbe ucciso "circa il 20-30%" dei combattenti di Hamas". L'obiettivo di distruggere il movimento sarebbe ancora molto distante. Stati Uniti, Qatar ed Egitto, che avevano mediato la tregua di novembre, starebbero cercando di convincere Israele e Hamas ad accettare il rilascio di altri ostaggi in cambio di un ritiro israeliano da Gaza. In Israele intanto si intensificano le proteste contro il governo di Benjamin Netanyahu e parenti e sostenitori degli ostaggi hanno manifestato nei pressi della residenza ufficiale del primo ministro per chiedere un accordo finalizzato al rilascio degli ostaggi.  
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Ue 'sfida' Israele: "Ecco il piano per Gaza. O davvero pensate di cacciare tutti i palestinesi?"

Today è in caricamento