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Il bonus Covid di Trump anche ai cittadini Ue. Ma è un errore

Un centinaio di austriaci hanno ricevuto l'assegno di 1.200 dollari emesso dagli Stati Uniti per sostenere le famiglie colpite dalla pandemia. E lo stesso sarebbe successo in altre parti d'Europa e del mondo. Il tutto per via di un bug amministrativo

Quando Manfred Barnreiter, 73enne in pensione, si è visto consegnare una lettera con un assegno, il tutto etichettato a firma del "presidente Donald J. Trump", ha pensato bene di andare dritto alla sua banca. Dove in effetti ha potuto ricevere i 1.200 dollari del bonus messo a disposizione dal governo degli Stati Uniti per i cittadini colpiti dall'impatto economico della pandemia di Covid-19. Solo che Manfred vive a Linz, in Austria. E negli Stati Uniti vi è stato per qualche tempo, negli anni '60, per lavorare come cameriere. Ma non solo: anche sua moglie ha ricevuto il bonus di Trump. Con la differenza che lei negli Usa non vi è mai stata. 

Il caso di Manfred e sua moglie non è isolato. Stando a quanto ricostruito dalla stampa locale, sono almeno 100 i cittadini austriaci che hanno ricevuto questo assegno, pur non avendone di fatto diritto. E lo stesso sarebbe accaduto ad altri cittadini in altre parti del mondo, tutti accomunati, molto probabilmente, dal fatto di avere lavorato per qualche tempo negli Stati Uniti o di avere un congiunto che lo abbia fatto. Molti assegni, almeno in Austria, sono stati spediti anche a persone decedute da anni. 

Non è chiaro l'ammontare totale delle risorse inviate per errore all'estero. Di sicuro, si tratta di un problema di archiviazione dei dati da parte dell'amministrazione pubblica statunitense, e visto che il Paese è da tempo meta di immigrazione, la cifra potrebbe essere consistente. Da un punto di vista legale, spiegano le autorità austriache, è difficile, se in impossibile, che gli Usa ricevano indietro gli assegni. Ma almeno una piccola parte potrebber far ritorno negli States: Manfred e sua moglie, infatti, stanno progettando di fare un viaggio a New York una volta che le restrizioni di viaggio per il coronavirus saranno eliminate.

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