“No alle bombe nucleari Usa a casa nostra”. Scoppia il caso in Belgio, ma riguarda anche l’Italia

Una risoluzione parlamentare, bocciata per un pugno di voti, mirava la rimozione delle armi atomiche. Il dibattito continua dopo che un documento interno alla Nato ha rivelato dove sono custodite le testate in Europa, confermandone la presenza anche in due basi italiane

Caccia appena decollato dalla pista della base Usaf di Aviano (Pordenone), FOTO ANSA / STEFANO LANCIA

Le basi degli aeroporti militari di Aviano in Friuli-Venezia Giulia e di Ghedi in Lombardia custodiscono bombe atomiche. È quanto emerge da un documento interno alla Nato di cui sono venuti a conoscenza giornalisti e politici belgi, che lo hanno pubblicato per intero, scatenando forti polemiche in tutto il Paese. Mentre la presenza delle testate atomiche nelle due basi del Nord Italia era nota da tempo, il documento mette nero su bianco l’elenco dei siti militari sparsi per tutta Europa, dove sono custodite, in totale, 150 bombe nucleari. Le armi di distruzione di massa, oltre che in Italia, si trovano a Buchel (in Germania occidentale), a Volkel (nel cuore dei Paesi Bassi), nella base militare turca di Incirlik e nell’aeroporto belga di Kleine Brogel. 

La battaglia parlamentare

Sulla scia delle polemiche, al Parlamento belga era stata presentata una risoluzione per chiedere la rimozione delle bombe atomiche statunitensi sul suolo del Paese e l'adesione al Trattato delle Nazioni Unite sul divieto delle armi nucleari. Il provvedimento non è passato per pochi voti, con 66 deputati favorevoli e 74 contrari. Ma l’esito finale non era per niente scontato.

Le pressioni degli americani

Secondo il quotidiano fiammingo De Morgen, l'ambasciatore americano in Belgio, prima del voto, si era detto “particolarmente preoccupato”. Un numero di parlamentari hanno inoltre confermato ai media belgi di essere stati personalmente contattati dall’ambasciata americana per discutere del tema.

L'inizio della polemica

All'inizio del 2019, una pubblicazione americana aveva rivelato che nella base militare belga erano custodite almeno venti testate nucleari. Sebbene finora il Governo belga non abbia confermato né smentito le indiscrezioni, i funzionari militari parlano ormai apertamente della presenza delle armi.

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Il Trattato boicottato dalla Nato

Il Belgio, come tutti gli altri Paesi Nato, finora non ha adottato il Trattato delle Nazioni Unite del 2017 per la proibizione delle armi nucleari. Il documento - che non ha sottoscritto nemmeno l’Italia - è il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che vieta in modo completo le armi nucleari, con l'obiettivo di arrivare alla loro totale eliminazione.

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