Un segnale bluetooth potrebbe salvarci dal coronavirus

Si chiama Pepp-Pt l'app che coinvolge 8 Paesi europei, tra cui l'Italia, e che servirà a tracciare gli spostamenti dei cittadini che decideranno di partecipare. Chi lo farà sarà avvisato di eventuali contagi nelle sue vicinanze

I ricercatori europei ritengono di aver trovato un modo per utilizzare i telefoni cellulari per contenere la diffusione del coronavirus - e aiutare le persone a evitare l'infezione - senza sacrificare gli elevati standard di privacy. Otto Paesi, tra cui l'Italia, hanno preso parte al progetto che produrrà un codice che potrà essere usato per creare un'app che analizza i segnali Bluetooth dei telefoni cellulari per rilevare gli utenti abbastanza vicini da infettarsi a vicenda.

Privacy

Come racconta Politico tali dati verranno temporaneamente memorizzati sui telefoni. Se in seguito gli utenti risultano positivi al virus, l'app avviserà chiunque gli sia stato vicino nei giorni precedenti. A differenza di una tecnologia di sorveglianza più invasiva utilizzata per tenere traccia delle infezioni in alcune parti del mondo con livelli più bassi di privacy dei dati, il nuovo software europeo assicurerebbe di crittografare i dati e anonimizzare le informazioni personali, garantiscono alcune delle organizzazioni coinvolte, tra cui il Fraunhofer Heinrich Hertz Istituto di Berlino e Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna. Ciò metterebbe il programma al sicuro dagli abusi di terzi, compresi i governi, e garantirebbe che gli standard di protezione dei dati non subscano danni irreparabili mentre l'Europa affronta la pandemia. "Le persone hanno lottato duramente per arrivare dove siamo", ha affermato Chris Boos, CEO della società di intelligenza artificiale con sede a Berlino Arago, che fa parte del gruppo dirigente del progetto e consiglia anche la cancelleria di Angela Merkel sulla politica digitale. "E non dovremmo buttare fuori dalla finestra la nostra civiltà", per quanto riguarda la privacy.

Germania prima a lanciare l'app

La Germania sarà tra i primi a lanciare un'app basata sul codice. Ciò non è stato confermato ufficialmente, ma Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institute, che sta coordinando la risposta di Berlino alla pandemia, ha lasciato intendere che il suo istituto ha collaborato con altri per lavorare su un'app del genere e durante una conferenza stampa ha sostenuto che, idealmente, l'intera popolazione tedesca avrebbe aderito. Altri paesi in Europa potrebbero presto seguire l'esempio. Gli attuali membri dell'iniziativa, finanziati attraverso donazioni, includono organizzazioni austriache, belghe, danesi, francesi, tedesche, italiane, svizzere e spagnole, ma il progetto rimane apertoa all'adesione di nuovi paesi, anche al di fuori del continente.

Tracciare i contagi

Per combattere la pandemia gli epidemiologi hanno bisogno di dati migliori su dove si verificano le infezioni in modo che coloro che potrebbero aver contratto il virus possano isolarsi. Finora la maggior parte dei Paesi ha monitorato i rischi di contagio intervistando coloro che sono risultati infetti. Ma quel metodo è lungo e complesso e può essere soggetto a errori, con i pazienti spesso incapaci di ricordare tutti coloro che hanno incontrato nelle due settimane precedenti al manifestarsi della malattia, il periodo di incubazione del Covid-19. Però tutti ormai tendono a portare con sé dispositivi elettronici in grado di tracciare la loro posizione, e questo semplificherebbe di molto il lavoro di tracciamento dei casi.

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Il sistema cinese

La Cina, dove ha avuto origine il virus, ha mobilitato una vasta gamma di strumenti di sorveglianza di massa, come un'app obbligatoria che classifica le persone in base al loro rischio di contagio e condivide le informazioni con le autorità. Ma la maggior parte delle democrazie occidentali vorrebbe evitare soluzioni così invasive, che i sostenitori della privacy avvertono che farebbero un danno duraturo alla società. Il programma Pepp-Pt sarebbe però volontario, la sfida sarà quindi convincere abbastanza persone a installarlo per renderlo così uno strumento efficace.

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