L'Ue sconsiglia i viaggi in Lombardia, Emilia e Piemonte. Italia e Spagna: "Basta discriminazioni"

L'Easa, l'agenzia europea per la sicurezza aerea, pubblica una lista aggiornata delle regioni considerate a rischio per i viaggiatori a causa del coronavirus, tra cui anche la Catalogna. Roma e Madrid chiedono a Bruxelles criteri comuni per le riaperture delle frontiere

Nel giorno in cui i ministri dell'Unione europea, in assenza di un accordo comune ai 27 Stati membri, hanno deciso di rinviare a luglio la riapertura di tutte le frontiere interne (o meglio, quelle rimaste ancora chiuse), l'Easa, l'agenzia Ue per la sicurezza aerea, pubblica l'elenco aggiornato delle regioni a rischio coronavirus per i viaggiatori. Una sorta di blacklist che a oggi rappresenta l'unico documento ufficiale europeo per orientarsi sui viaggi interni ai Paesi dell'Unione. E nella quale sono ancora presenti Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Mentre il Veneto, in lista fino al 29 maggio, è stato 'promosso' a meta sicura. Magra consolazione per l'Italia, che insieme alla Spagna ha inviato una lettera alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per chiedere di porre fine alla confusione e definire una linea unica per la riapertura delle frontiere. 

La concorrenza sul turismo

Il caos, secondo Roma e Madrid, sta nella mancanza di una valutazione chiara da parte di Bruxelles dei criteri in base ai quali gli Stati membri possono riaprire o meno le frontiere. Il 13 maggio, la Commissione aveva provato a dare un ordine elaborando delle linee guida comuni ai Paesi. Linee che però nessuno ha seguito, con la conseguenza che tra gli Stati è partita una corsa ad accaparrarsi quote di turisti europei, in particolare quelli tedeschi. L'Austria, per esempio, ha deciso di tenere chiusa la frontiere con l'Italia dopo aver stretto accordi palesi con la Croazia per chiudere la rotta via terra che dai Paesi del Nord (come Germania e Olanda) porta al nostro Paese. Mentre la Grecia, basandosi proprio sulla blacklist dell'Easa, ha annunciato una serie di restrizioni nei confronti di Italia e Spagna che hanno avuto l'effetto di presentare le sue spiagge come mete sicure, a dispetto dei concorrenti storici del turismo estivo. 

A contribuire a questo tutti contro tutti è stato senza dubbio la mancanza di un quadro comune. Le linee guida della Commissione, infatti, prevedevano la creazione di una mappa da parte dell'Ecdc, l'agenzia Ue per le malattie infettive, che avrebbe dovuto chiarire le zone europee in cui poter viaggiare in sicurezza. Ma questa mappa non è mai arrivata. Mentre l'Easa, che è sempre un'agenzia Ue, ha fissato un elenco di aeroporti a rischio, tra l'altro sulla base dei dati dell'Ecdc che non sono ancora noti al pubblico. 

La lettera di Conte e Sanchez

E' proprio per porre fine a questa confusione che i premier di Italia e Spagna, Giuseppe Conte e Pedro Sanchez, hanno scritto a Bruxelles. Nel ricordare proprio le linee guida del 13 maggio scorso, i due leader sollecitano adesso "la coerente attuazione" di esse. In particolare, scrivono Conte e Sanchez, "riteniamo che, affinché questa ripresa sia efficace e armoniosa, l'eliminazione delle restrizioni alle nostre frontiere interne debba essere effettuata in modo coordinato, non discriminatorio e basato su criteri epidemiologici comuni, chiari e trasparenti. In questo senso, proponiamo che l'Ecdc svolga un ruolo guida, definendo al più presto questi criteri insieme agli Stati membri" . "Sulla stessa linea e in conformità con le proposte della Commissione - proseguono - riteniamo che sia essenziale che i trasporti siano regolati da protocolli di sicurezza sanitaria armonizzati e concordati da tutti. Ciò è particolarmente rilevante nel caso delle misure di sicurezza sanitaria alle frontiere, che dovrebbero essere comuni a tutta l'Ue e allo spazio Schengen".

Restrizioni fino al 30 giugno

La lettera dei due leader arriva nel giorno in cui i ministri degli Interni dell'Ue hanno certificato ancora una volta la mancanza di un accordo comune sulle frontiere. "Credo che torneremo al pieno funzionamento dell'area Schengen non più tardi di fine giugno", ha annunciato la commissaria Ue Ylva Johansson.  La commissaria ha sottolineato che per molti Paesi le restrizioni ai movimenti interni all'Ue saranno tolte già il 15 giugno, ma alcuni "dicono di non essere pronti a farlo" e di aver bisogno di valutare ulteriormente la situazione epidemiologica. Johansson ha aggiunto di aver "sottolineato", durante il suo intervento davanti ai ministri europei, "l'importanza che i Paesi si attengano ai principi di non discriminazione e proporzionalità quando aprono le frontiere". 

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Germania e Svizzera aprono all'Italia

Sul fronte delle buone notizie per l'Italia, c'è da segnalare la decisione della Svizzera di riaprire la frontiera con l'Italia il prossimo 15 giugno. Nello stesso giorno, anche la Germania dovrebbe dare il via libera ai viaggi dei suoi cittadini verso il nostro Paese. 

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