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“Chiedete troppo ai Governi”, Consiglio contro Parlamento Ue sul bilancio 2019

Strasburgo vuole più soldi per giovani e immigrazione. Da Bruxelles arriva la doccia fredda: “non accettiamo le modifiche”

Non solo l’Italia è impegnata nella manovra economica per il prossimo anno, ma anche le istituzioni Ue sono alle prese con le discussioni sul bilancio comunitario. Alla proposta del Consiglio, che aveva tagliato ben 794 milioni di uscite per Bruxelles, e dunque di esborsi per i Paesi membri, il Parlamento europeo ha risposto con un bilancio meno austero e più attento alla disoccupazione giovanile e all’immigrazione. A stretto giro è arrivata la risposta dei Governi nazionali, rappresentati dal Consiglio: “Non possiamo accettare le modifiche del Parlamento”. 

Più o meno Europa?

L’unica cosa sulla quale sembrano d’accordo Governi e parlamentari europei è il taglio ai fondi destinati alla Turchia per la gestione dei flussi migratori verso l’Europa. Un tesoretto di risparmi che, come spiegato da Daniele Viotti, europarlamentare dem e relatore del dossier bilancio, Strasburgo vuole usare per puntare su “sviluppo e crescita, più soldi per le piccole e medie imprese e le aziende innovative, attenzione alle migrazioni sul lato accoglienza e soprattutto sul lato prevenzione, andare laddove partono queste migrazioni perché possano diminuire in futuro”. Terzo punto del programma di bilancio del Parlamento è l’aiuto ai giovani: “Investiamo con Garanzia giovani e aumentiamo del 15% i fondi Erasmus per aiutare i giovani a confrontarsi e a conoscere l’Europa”, ha sottolineato Viotti. Ancora prima del via libera dalla plenaria di Strasburgo, Viotti ha dichiarato: “La vera lotta sarà con il Consiglio e i capi di Governo, che come al solito chiedono all’Europa di fare di più e vogliono dare meno risorse. Questo è impossibile”, conclude l’eurodeputato.

Il ‘no’ del Consiglio

Poche ore dopo l’approvazione del testo in Parlamento con 389 voti a favore, 158 contrari e 123 astensioni, è arrivata la doccia fredda da Bruxelles. Con un comunicato il Consiglio ha rispedito al mittente le modifiche proposte alla sua bozza di bilancio. “La presidenza è pronta a impegnarsi in modo costruttivo con il Parlamento per riconciliare le nostre differenze e concordare un bilancio ambizioso e realistico”, ha dichiarato Hartwig Löger, il ministro delle Finanze dell'Austria, Paese con la presidenza di turno dell'Ue, che dovrà trattare con Viotti una sintesi da raggiungere entro il 19 novembre. Qualora non si dovesse arrivare a un accordo tra le due istituzioni, la palla tornerebbe alla Commissione per ricominciare da capo con un nuovo testo.

Critiche del M5s

Anche la delegazione del Movimento 5 stelle si è unita alle voci contrarie alla proposta di Strasburgo: “Avevamo presentato proposte di taglio a sprechi e privilegi per diverse centinaia di milioni di euro”, ha dichiarato l’eurodeputato Marco Valli, dopo che i suoi colleghi hanno bocciato gli emendamenti dei pentastellati. “Nel 2019 il Parlamento europeo costerà ai contribuenti quasi 2 miliardi di euro, una cifra record”, scrive Valli, che pur lodando le “buone iniziative” su giovani e Pmi, rimprovera che “si doveva fare una spending review interna e una valutazione di performance sui possibili programmi inefficienti, al fine di ottimizzare le risorse dei contribuenti”.  Nel corso di una conferenza stampa, Viotti ha infine criticato il Governo italiano per la scarsa collaborazione nella stesura del testo. “Ho costati contatti con la presidenza austriaca e il ministro delle Finanze Löger”, ha spiegato l’esponente dem, “ma a oggi non sono ancora riuscito ad avere un contatto con il Governo italiano”, che Viotti sostiene di aver cercato sia privatamente che pubblicamente.

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