Bielorussia, per l'Ue le elezioni non sono state "né libere né eque", e pensa a sanzioni

Minsk controbatte: "Bruxelles sia obiettiva, le proteste non sono pacifiche". Venerdì Consiglio Affari Esteri sulla situazione nel Paese

Foto Ansa EPA/YAUHEN YERCHAK

Le elezioni presidenziali che in Bielorussia hanno visto l'ennesima riconferma di Aleksandr Lukashenko, che è al potere dal 1994, “non sono state né libere né eque". Dopo giorni di silenzio l'Unione europea prende una posizione netta sul Paese che è anche uno dei principali alleati della Russia di Valdimir Putin.

“La repressione violenta e gli arresti di manifestanti pacifici in Bielorussia devono finire: il popolo ha diritto alla democrazia e a elezioni libere ed eque”, ha scritto su Twitter l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Josep Borrell. Per venerdì è stato convocato un Consiglio Affari Esteri, sul cui tavolo ci saràanche l'ipotesi di imporre sanzioni al paese nel quale nelle ultime 24 ore sono state arrestate oltre mille persone in seguito agli scontri tra manifestanti e polizia. Nelle violenze 51 persone sono rimaste ferite e una è morta negli scorsi giorni.

Per questo Minsk a chiesto all'Ue di essere “obiettiva”. "Oltre 250 feriti, barricate in strade e tentativi di assaltare i palazzi governativi, assalti allo staff dell'ambasciata bielorussa a Londra, si tratta ancora di una protesta pacifica?", si legge nella nota del ministero degli Esteri bielorusso che si chiede: "Cos'altro deve succedere perché' un'opinione diventi obiettiva? C'é abbastanza coraggio politico per vedere almeno coloro che sono veramente provocatori?".

Ma in Europa non condividono questa visione. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha chiesto all'Ue di "decidere rapidamente" su possibili sanzioni nei confronti della Bielorussia. In passato, ha aggiunto Maas, alcune misure restrittive nei confronti di Minsk erano state sospese "perché il Paese aveva compiuto passi nella giusta direzione", tra cui la liberazione dei detenuti politici. Nondimeno, aggiunge il ministro degli Esteri tedesco, alla luce delle controverse elezioni presidenziali e degli avvenimenti di questi giorni, "l'Ue deve discutere con grande serietà se non dobbiamo cambiare queste decisioni e e non dobbiamo farlo con grande rapidità". Maas è intervenuto anche sulla questione degli arresti dei manifestanti e di giornalisti alle proteste seguite al voto, affermando che questi "devono essere liberati immediatamente".

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Intanto si attende un'uscita pubblica di Svetlana Tikhanovskaya, la principale avversaria di Lukashenko, scappata in Lituania dopo le elezioni. Nonostante Tikhanovskaya in un videomessaggio abbia dichiarato di aver preso la decisione di lasciare la Bielorussia in maniera assolutamente indipendente, alcune personalità a lei vicine ritengono che in realtà sarebbe stata costretta.

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