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Domenica, 5 Dicembre 2021
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L'Ue: "In Bielorussia un regime di gangster". E la Germania promette aiuto alla Polonia

Continuano i flussi di migranti al confine polacco. Il Consiglio europeo ha sospeso i visti per i funzionari del governo di Minsk

Continuano gli arrivi di migranti al confine tra la Bielorussia e la Polonia. Un flusso che secondo Varsavia è promosso dal governo di Minsk per fare pressioni politiche su Bruxelles: "E' una minaccia alla stabilità e alla sicurezza di tutta l'Ue", ha detto il premier Mateusz Morawiecki. Parole che, a differenza della diatriba sullo stato di diritto, stavolta allineano Varsavia al resto d'Europa. Con la Germania che ha chiesto alla Commissione europea di attivarsi per aiutare il governo polacco. In che modo non è stato specificato, ma in ballo da settimane c'è il progetto di costruire un muro al confine. Che Varsavia vorrebbe farsi finanziare con fondi Ue. 

La richiesta, per ora, non è stata accolta. La Commissione ha per il momento attivato il meccanismo di protezione civile europeo per sostenere la Polonia dinanzi a questa crisi. E ha usato forti parole di condanna nei confronti della Bielorussia, denunciando l'approccio "inumano, da gangster, del regime" di Aleksandr Lukashenko, che "inganna le persone con la falsa promessa di un ingresso nell'Ue", ha detto un portavoce dell'esecutivo comunitario. 

Ma Varsavia vuole di più da Bruxelles. E stavolta al suo fianco ha la Germania, preoccupata che la rotta dei migranti che dall'Iraq arriva in Polonia possa allungarsi fino ai suoi confini.  "La Polonia o la Germania non possono gestire questo da sole", ha detto al quotidiano Bild il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer. "Dobbiamo aiutare il governo polacco a proteggere la sua frontiera esterna - ha esortato - Questo sarebbe compito della Commissione europea, faccio appello perché agisca".  "Questo attacco ibrido del regime di Lukashenko ci riguarda tutti - gli ha fatto eco Morawiecki, annunciando il dispiegamento di 12mila soldati al confine - Non ci lasceremo intimidire e difenderemo la pace con i nostri alleati della Nato e dell'Ue".

Bruxelles ha puntato anche il dito contro la Russia, sollevando sospetti che dietro la mossa di Minsk vi sia in realtà la regia del presidente Vladimir Putin. Intanto, il Consiglio Ue ha adottato oggi una decisione che sospende parzialmente l'applicazione dell'accordo Ue-Bielorussia sull'agevolazione dei visti, in risposta agli "attacchi ibridi" lanciati nei confronti dell'Unione da Minsk. La misura riguarda i funzionari del regime di Aleksandr Lukashenko e non i comuni cittadini della Bielorussia.

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