Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Morti misteriose e atleti olimpici che chiedono aiuto, cosa sta accadendo in Bielorussia

Nel Paese governato da 27 anni da Lukashenko si sta intensificando la repressione contro l'opposizione. E se l'Ue ha messo in campo sanzioni economiche la Russia di Putin non fa mancare il suo sostegno a Minsk

Manifestazione di bielorussi in Ucraina contro Lukashenko -foto Ansa EPA/SERGEY DOLZHENKO

Atleti che chiedono protezione internazionale alle Olimpiadi, attivisti dell'opposizione che vengono trovati impiccati in un parco, aerei dirottati, migranti spinti in Europa come forma di ritorsione. Mai come negli ultimi mesi la Bielorussia sta facendo tanto parlare di sé nel mondo, con la pressione sull'autoritario presidente Alexander Lukashenko, affinché decida di lasciare il potere, che aumentano ogni giorno. La situazione nel Paese ex sovietico è precipitata dopo le elezioni dell'agosto dello scorso anno quando le proteste e le manifestazioni dell'opposizione e le accuse di brogli hanno scatenato una forte opposizione da parte delle autorità. Da allora circa 35mila persone sarebbero state arrestate in Bielorussia e si pensa che più di 150mila siano scappate nella vicina Ucraina.

Morti sospette

Proprio aiutare queste ultime era la missione di Vitaly Shishov a Kiev, dove dirigeva con la sua compagna l'associazione Casa bielorussa. Ma l'attivista ieri è stato trovato impiccato in un parco della città e sono in corso indagini per capire cosa è accaduto, con tanti che puntano il dito contro i servizi segreti di Minsk o di Mosca, visto che Vladimir Putin è il più grande alleato di Lukashenko. Negli ultimi anni diversi esuli sono stati uccisi a Kiev: l'ex parlamentare russo Denis Voronenkov nel 2017 e il giornalista investigativo bielorusso Pavel Sheremet nel 2016. La misteriosa morte di Shishov, su cui l'Unione europea ha chiesto di fare chiarezza, segue settimane di crescenti pressioni in Bielorussia contro gli attivisti della società civile che Lukashenko ha definito più volte "banditi e agenti stranieri". Lunedì la velocista bielorussia che stava partecipando alle Olimpiadi di Tokyo, Krystsina Tsimanouskaya, si è rifugiata nell'ambasciata polacca dopo aver affermato di essere stata portata all'aeroporto contro la sua volontà per aver criticato i suoi allenatori. L'atleta ha affermato di temere si essere punita se fosse tornata nel suo Paese e ha chiesto aiuto. Dopo essere stata portata a Vienna sarà a breve trasferita in Polonia dove otterrà protezione.

Il dirottamento del volo Ryanair

Il gesto forse più eclatante però Lukashenko, che governa ininterrottamente la nazione dal 1994, cioè dalla dissoluzione dell'Unione sovietica, lo ha commesso lo scorso maggio quando ha ordinato a un jet da combattimento Mig-29 di costringere un aereo civile della Ryanair ad atterrare Minsk, dirottandolo mentre volava sulla Bielorussia nel suo percorso da Atene a Vilnius, in Lituania. Le autorità hanno motivato il gesto con un allarme bomba ma poi hanno arrestarono uno dei passeggeri, Roman Protasevich, fondatore di un media di opposizione, e la sua compagna. È stato allora che le pressioni internazionali contro il Paese si sono intensificate, anche se non abbastanza da impensierire realmente Lukashenko, che finché ha l'appoggio di Putin si sente al sicuro. I due si sono incontrati proprio il mese scorso con Mosca che ha ribadito la sua alleanza con Minsk. L'Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e gran parte dei Paesi della comunità internazionale invece si sono rifiutati di riconoscerlo come legittimo leader della Bielorussia e hanno emesso delle sanzioni contro personalità di spicco e contro settori economici ritenuti chiave.

Le sanzioni Ue

Nello specifico 166 persone e 15 entità sono attualmente oggetto di misure restrittive da parte dell'Ue che vanno dal congelamento dei beni al divieto di viaggi. Ai Paesi membri è stato vietato fornire a chiunque nel Paese apparecchiature, tecnologie o software destinati principalmente ad essere usati per il controllo o l'intercettazione di internet e delle comunicazioni telefoniche, e beni e tecnologie che possono avere uso militare. Sono stati vietati gli scambi di prodotti petroliferi, cloruro di potassio e beni utilizzati per la produzione o la fabbricazione di prodotti del tabacco, è stato limitato l'accesso ai mercati dei capitali comunitario e vietata la fornitura di servizi di assicurazione al governo bielorusso e agli enti e agenzie pubblici della nazione. Infine la Banca europea per gli investimenti ha stoppato erogazioni o pagamenti nell'ambito di accordi esistenti in relazione a progetti nel settore pubblico. Se venisse dimostrato che Minsk è dietro la morte di Shishov non è escluso che l'Ue possa decidere un'ulteriore stretta contro la Bielorussia, accusata tra l'altro di aver fatto aumentare gli ingressi irregolari di migranti in Lituania, con Bruxelles che ora vorrebbe costruire una barriera sulla frontiera per fermare i flussi.

"Bisogna fare di più"

Per l'eurodeputata Rosa D'Amato, dei Greens/Efa, quello di Lukashenko è “un regime autoritario che ha creato una vera e propria dittatura alle porte dell'Europa”, in cui sono all'ordine del giorno “attacchi alle libertà e ai basilari diritti umani”. Parlando a Europa Today D'Amato ha sostenuto che “l'Ue ha la forza e i mezzi per fare pressioni su Minsk affinché fermi la sua deriva autoritaria”, definendo le sanzioni mirate “un buon primo passo”, ma aggiungendo che “occorre fare di più”. Insieme agli altri membri del gruppo dei Verdi, ha ricordato “abbiamo chiesto a Bruxelles di farsi promotore di un'inchiesta internazionale. Ma nell'immediato gli Stati Ue hanno la possibilità di agire fin da subito inasprendo le sanzioni al regime. Come chiede del resto l'opposizione bielorussa”.

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